Dom. Giu 20th, 2021

Sport in classe con istruttori qualificati fin dai primi anni di istruzione: approvato dal consiglio comunale di Città di Castello odg di Letizia Guerri (Pd)

Sport in classe: fra teoria e pratica delle varie materie previste da ogni ordinamento scolastico anche incontri e lezioni con istruttori qualificati delle diverse discipline e associazioni sportive: questo l’obiettivo dell’ordine del giorno di Letizia Guerri, consigliere del PD, approvato a maggioranza – astensione di Castello Cambia, Lega, Marcello Rigucci di Gruppo Misto e Nicola Morini di Tiferno Insieme – dal consiglio comunale di Città di Castello nella seduta di lunedì 26 aprile 2021
“A Città di Castello un tavolo permanente e un progetto pilota che metta al centro la cultura dello sport, la formazione dei più piccoli” ha spiegato la Guerri, illustrando il documento che “invita sindaco e consiglio a prendere in considerazione l’opprtunità di istituire fin dai primi mesi del 2021 una vera e propria “cabina di regia” in grado di prevedere e attuare “all’interno del medesimo progetto e nelle modalità stabilite dai soggetti agenti , cicli d’incontri in cui istruttori qualificati e appartenenti alle associazioni sportive locali possano formare e far conoscere le discipline sportive ai piccoli studenti. Così da un lato formando gli stessi e dall’altro avvicinandoli alle pratiche sportive extrascolastiche e favorendo così lo sviluppo psico fisico, culturale e sociale dei ragazzi, la differenziazione dell’offerta sportiva nella Scuola primaria e al contempo un’attività promozionale gratuita per le associazioni sportive”. Una proposta innovativa che muove i primi passi basandosi su dati concreti che fotografano un Paese con scarsa propensione all’attività fisica (circa il 72 per cento degli italiani non svolge attività motoria in maniera sufficiente secondo i parametri consigliati dall’Oms – Fonte Istat) e al contempo però su scala locale certificano che a Città di Castello, la città dello sport e delle buone pratiche gestionali, oltre 12mila tifernati praticano durante l’anno una disciplina sportiva e 3mila sono tesserati a livello agonistico (a fronte di un dato nazionale di 4milioni e 703mila tesserati). Nella città che ha fatto dello sport veicolo di cultura e viceversa – ha precisato Guerri nell’ordine del giorno – deve essere primario investire nella formazione e salute dei nostri ragazzi”. “L’emergenza Coronavirus ha portato alla luce disuguaglianze e criticità nella nostra società una fra le altre la mancata centralità dello sport e della pratica sportiva nel percorso scolastico dei nostri ragazzi: e’ necessario sopratutto in questo momento affrontare queste disuguaglianze e criticità guardando oltre l’immediatezza dell’emergenza sanitaria e alla tenuta del nostro tessuto sociale” “La nostra città – ha concluso la consigliera del Partito democratico – può fare pienamente attuazione all’art 2. dello Statuto del CONI che recita: “lo Sport è elemento essenziale della formazione fisica e morale dell’individuo e parte integrante dell’educazione e della cultura nazionale”.
L’assessore ai Servizi educativi Rossella Cestini ha ringraziato per l’ordine del giorno, “perché, come ha ricordato, specie in questa fase, c’è una sofferenza dei ragazzi. Grande disagio per la didattica e per la vita associativa. In Italia l’attività fisica ha poca considerazione mentre in altre nazioni diventa una disciplina importante. Accade anche all’educazione musicale. C’è la necessità di approfondimento, bene il tavolo di coordinamento con i dirigenti specialmente della scuola primaria, segmento in cui i bambini si orientano su quale sport scegliere. Lo sport è fatto da tanti soggetti e ci sono delle iniziative a livello di circolo con rotazioni mensili delle discipline. In vista del prossimo anno sembra che anche il Ministero abbia intenzione di incrementare i finanziamenti per i centri estivi”. Giorgio Baglioni, capogruppo della Lega, ha detto che “è un’iniziativa importante ma coinvolgiamo le società sportive con incentivi economici altrimenti le associazioni che aderiscono sono solo quelle grandi, penalizzando le discipline cosidette minori. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha avanzato dei dubbi: “Magari la scelta dello studente non è compatibile con i budget delle famiglie, l’idea andrebbe bene se potessimo integrare le rette per mantenere anche ex post la possibilità di praticare lo sport scelto. Le associazioni hanno già contributi. Non vorrei istituzionalizzare una pratica che è positiva solo per le associazioni. Mi Sembra che sia un’iniziativa solo propagandistica per le associazioni”. Vittorio Morani, capogruppo del PSI, ha detto: “In questo momento i videogiochi hanno preso il sopravvento e occorre cogliere tutte le occasioni per ribaltare questa situazione preoccupante. Attualmente la globalizzazione rende i ragazzi più fragili e in difficoltà. Nelle grandi città c’è bullismo, dipendenze e rinunce precoci a sport. Questi stili di vita non aiutano la crescita. Quindi bene la proposta”. Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia: “Il documento va incontro ad un problema reale ma con la ripresa della scuola in presenza la situazione dovrebbe rientrare nella routine scolastica. E’ vero che manca l’educazione fisica dentro la primaria fatta da laureati in scienze motorie. E’ un problema reale. Ma non c’è sovrapposizione tra educazione fisica alla primaria e pratica sportiva veicolata dalle associazioni. Vederle accostate non mi convince molto. L’idea dell’odg è fare alcune lezioni su sport specifiche ma quando è accaduto sono stati richiesti contributi alle famiglie. Deve essere gratuito e interpellando il Coni si può fare un progetto che non è educazione fisica però. La sovvenzione potrebbe essere alle famiglie per un bonus sportivo”. Nella replica Letizia Guerri ha detto a Baglioni che “è vero che alcuni plessi hanno già attivato progetti ma la Carta internazionale dello sport ci dice che è un diritto fondamentale e se c’è una carenza nazionale va sanata. Garantiamo anche ai più piccoli la stessa opportunità. Mettiamo intorno ad un tavolo dirigente, comune, associazioni e Coni per creare un sistema virtuoso che permetta a tutti i ragazzi di avere la stessa possibilità ed anche alle associazioni sportive”. A Morani: “non deve essere un progetto spot”. Ad Arcaleni: “il tavolo serve ad intervenire perché l’educazione fisica alle primarie non sarà introdotta a breve. Il Coni può essere il garante di tutti per stimolare la pratica sportiva dopo un’emergenza sanitaria che li ha tenuti a casa. Ci diciamo che un ragazzo non deve conoscere una attività solo per determinate paure? E’ ingiusto per il nostro tessuto. Attiviamo questo percorso virtuoso, istituzionalizzando il tavolo”.

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