Ven. Mag 7th, 2021

Pari opportunità in comune; interpellanza di Fratelli d’Italia e Forza Italia

Nella seduta del consiglio comunale di Città di Castello di lunedì 26 aprile 2021, il capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Lignani Marchesani ha illustrato un’interpellanza sul CUG, definendola “una lettura provocatoria e lontana da qualsiasi lettura misogina. Ma sono un nemico giurato di quote e di parità da raggiungere. In ministeri e regioni le donne ricoprono la maggior parte dei ruoli apicali. Un atto obbligatorio ma inutile è il Piano delle azioni positive ma i numeri non mentono e questa interpellanza provocatoria e con un fondo goliardico deve essere presa in considerazione perché la maggioranza dei dirigenti, delle posizioni organizzative e delle dipendenti comunali erano donne. Dove è la discriminazione e se azioni positive devono essere intraprese, devo rivolgersi verso l’universo maschile. Quali azioni si intendono intrapprendere verso i poveri maschi che sono in minoranza in tutte le situazioni “

. L’assessore alle Pari Opportunità Luciana Bassini ha risposto: “Ho preso sul serio l’interpellanza e mi dà la possibilità di parlare del Comitato Unico di Garanzia e del Piano delle azioni Positive. E’ obbligo costituire il CUG che racchiude al suo interno anche il comitato per i fenomeni del mobbing. Le nomine sono espressione dell’amministrazione e dei sindacati. I componenti non hanno nessun tipo di contributo, esprime un parere obbligatorio e non vincolante su Piano della Formazione e Piano delle azioni positive. Quest’anno il CUG ha lavorato molto e molto bene anche con documenti sull’emergenza sanitaria. In realtà quest’anno il Piano ha delle novità. Per venire al punto più importante: le quota rosa sono regolate dalla legge Golfo-Mosca. In un recente rapporto apparso nei maggiori quotidiani nazionali, l’Italia è agli ultimi posti e probabilmente non prima del 2030 si eliminerà il gap. Dentro il Comune le cose sono cambiate e sono stati inseriti dirigenti di sesso maschile. Vale la competenza e nel 2030. Non mi sembra che ci sia una rilevanza maggiore o che si traduca in discriminazione”. Luciano Tavernelli, consigliere del PD, ha definito “provocatorio e inutile il documento”. Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, ha detto: “Sulla pseudo provocazione:in parte non lo è perché afferma che la parità c’è, anche troppa. Ma facendo due conti a me risulta che se sono 131 donne e 91 uomini entrati con concorso.

Se ci sono 3 dirigenti donne e 2 uomini nessun genere eccede per due terzi, la stessa proporzione si rileva nelle altre categorie. Gli uomini non sono sotto rappresentati anzi nelle categorie direttive sono più rappresentati uomini che donne. I dipendenti dipendono dai concorsi. L’assessore Bassini parlava di raggiungimento della parità ma noi tra 100 anni con questo trend centreremo l’obiettivo. Non banalizziamo il ragionamento, la lettura che fa la contesto. In Italia per parità salariale siamo 125 su 150. Sulle quote rosa hanno dato una mano per passare dal 7.4 al 36 come incidenza nei ruoli di maggiore potere. Ma nonostante questi progressi sono al 36% e non c’è parità”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha detto: “Entrambe abbiamo moglie e figlia femmina. Le sorti del mondo femminile ci interessano. Siamo convinti che le donne sono per molti aspetti superiori agli uomini.

Che fino a qualche tempo fa, anche per paura, le donne non venivano prese in considerazioni o venivano subordinate perché l’uomo quando si trova schiacciato dalle donne, non sa se non usare la violenza fisica, dimostrando la sua inferiorità. Però non vorremmo dare premi alle donne in quanto femmine ma in quanto meritevoli. Rimando al mittente, le accuse”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha detto: “Alle donne di oggi le quote rosa non servono altrimenti, come è accaduto a me, vengono nominate per dovere. Non creiamo corsie preferenziali. Il mio partito su sei consiglieri ha tre donne ma dico che l’uguaglianza creata per decreto non è uguaglianza, è una ipocrisia. L’uguaglianza è sul campo, sulle capacità”. Nella replica Lignani ha detto: “Le donne sono state protagoniste anche quando erano ai margini: la dinastia dei Severi, le regine e le amanti dei re fino alle donne del XX secolo.

Arcaleni ha dato un’interpretazione relativa dei numeri ed io assoluta. E’ interpretazione che non va mai verso una discriminazione. Ancora più svilenti delle quota rosa sono le preferenze dei genere, su cui le donne hanno fatto dei capolavori. Propongo un convegno”. La Bassini ha concluso dicendo: “Fare un convegno e ragionarne in maniera serena può essere utile”.

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