Lun. Mag 10th, 2021

25 Aprile 76°Anniversario della Liberazione Bacchetta: “porteremo a termine il progetto del posizionamento delle “pietre della memoria” per mantenere in vita la memoria di ciò che è stato ma che non deve più essere” e dare concretezza al ricordo”

La memoria e il doveroso ricordo delle ricorrenze che hanno segnato la storia e consentito a tutti noi di costruire una società fondata su valori democratici, laici e solidali vanno coltivate e alimentate con atti concreti e progetti condivisi. Proprio oggi in occasione del 76esimo anniversario della Liberazione d’Italia vogliamo con orgoglio confermare la disponibilità di portare a termine entro i prossimi mesi la predisposizione ed il posizionamento delle “Pietre della memoria” anche nel nostro comune a seguito dell’approvazione dell’ordine del giorno proposto dalla consigliera comunale, Ursula Masciarri, da tempo impegnata con grande competenza e determinazione su questi importanti temi in collaborazione con l’Istituto “Venanzio Gabriotti”. Le pietre della memoria prendono spunto dalle “pietre d’inciampo, un piccolo blocco quadrato di pietra (10×10 cm), ricoperto di ottone lucente, posto in genere davanti la porta della casa nella quale ebbe ultima residenza un deportato nei campi nazisti: ne ricorda il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione, la data della morte. In Europa ne sono state installate già oltre 50000, la prima a Colonia, in Germania, nel 1995. Metteremo in atto tutte le azioni possibili per mantenere in vita la memoria di ciò che è stato ma che non deve più essere. Le pietre verranno posizionate in luoghi simbolo della città.”

È quanto dichiarato dal sindaco, Luciano Bacchetta, questa mattina, in occasione della cerimonia per il 76° anniversario della Liberazione svoltasi nei pressi del monumento alla Resistenza altotiberina in Viale Vittorio Emanuele, subito dopo aver deposto una corona di fiori, con accanto il Gonfalone del Comune alla presenza di Anna Maria Pacciarini (presidente della sezione ANPI tifernate). “La comunità tifernate si è sempre contraddistinta per un senso vigile e intelligente della democrazia, pagando alti prezzi per la sua conquista e vivendo la Liberazione d’Italia del 25 aprile 1945 come un atto, drammatico quanto si vuole, ma pur sempre compiuto a favore e nell’interesse di tutto il popolo, senza divisioni di classe e senza più odio dettato dalla politica.

Appena le normative e disposizioni nazionali ce lo consentiranno – ha concluso il sindaco Bacchetta, nel ringraziare i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e dell’Istituto “Venanzio Gabriotti” per il continuo e ammirevole sostegno a tutte le iniziative commemorative – avremo modo in sicurezza di ricordare come ogni anno il sacrificio di Venanzio Gabriotti e degli altri martiri della Resistenza”. “L’Anpi di Città di Castello – ha dichiarato la presidente Anna Maria Pacciarini – nel festeggiare la Liberazione del nostro paese dal nazi fascismo e nel ricordare il sacrificio di tante donne e uomini che ci consegnarono un paese finalmente libero dalla barbarie, sottolinea, ancora una volta, come il 25 aprile sia la festa di tutti gli italiani. Ed è per questo che oggi dobbiamo tutti dichiararci orgogliosamente antifascisti: esserlo, significa ripudiare un ventennio che negò ogni minima forma di libertà e portò il nostro paese a una guerra disastrosa, ma anche contrastare oggi ogni forma di sopraffazione, di discriminazione, di razzismo, di violenza, insomma, tutto ciò che mina alle fondamenta i valori della nostra Costituzione”. La breve ma sentita cerimonia si è conclusa sulle note del “silenzio” della tromba del giovane, Marco Marini, componente della Filarmonica “Giacomo Puccini” di Città di Castello.

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