Dom. Mag 9th, 2021

Remaschi di Azione, sull’indagine per infiltrazioni della ‘ndrangheta in Toscana: “Necessario che il Presidente riferisca immediatamente sull’accaduto”.

Le indagini e le relative misure cautelari, sollevano delle ombre che la nostra regione non può tollerare. La decisione del Presidente Giani, di revocare immediatamente l’incarico a Ledo Gori, ci sembra addirittura aggravare la situazione e gettare ombre pesanti sugli equilibri del PD toscano”
Azione fa arrivare la sua condanna ferma e risoluta per queste gravi vicende,
sulle quali ci aspettiamo al più presto un chiarimento da parte del Presidente Giani. Da quanto si apprende dagli organi di stampa, le indagini stanno riguardando imprenditori attivi nello smaltimento rifiuti di Santa Croce sull’Arno, in provincia di Pisa, che sarebbero vicini alle cosche della ‘ndrangheta. Queste indagini hanno portato la DDA di Firenze (Direzione Distrettuale Antimafia) a diverse misure di custodia cautelare e a molti indagati. Tra questi anche Ledo Gori, storico capo di gabinetto della presidenza della Regione, prima con Rossi e confermato poi da Giani. Le accuse sono di presunti reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.
“L’attività di organizzazioni malavitose in Toscana, in particolare per quello che emerge dalle ultime operazioni delle forze dell’ordine, accende di nuovo l’attenzione della magistratura su vicende gravissime che portano nuovamente la Toscana sotto i riflettori per infiltrazioni mafiose. Le indagini e l’azione della magistratura dovranno seguire il loro corso e ci auguriamo che, quanto prima, possano essere individuate tutte le responsabilità legate all’eventuale corruzione, oltre che ovviamente ai reati per lo smaltimento illecito dei rifiuti conciari, già di per sé gravissimi.” – dice il leader di Azione Toscana Remaschi.
“Noi siamo prima di tutto garantisti, ed è per questo che è assolutamente necessario che l’attività della magistratura proceda rapidamente nell’individuazione degli intrecci illeciti che hanno portato a questa indagine. I fatti oggetto dell’inchiesta, da quanto emergerebbe dalle prime intercettazioni trapelate, sono gravissimi. A parte il lavoro della magistratura, che dovrà fare evidentemente il suo corso, quello che ci preoccupa è anche l’azione immediata del Presidente Giani, che ha “sollevato” dall’incarico Gori, persona stimata e considerata da tutti in Regione molto operativa, un “uomo del fare”. Perché questo gesto, prima di un rinvio a giudizio, visto che il PD si è sempre dichiarato garantista? Si teme che Gori possa minare
ulteriormente i già fragili equilibri interni al partito? È proprio per questo che pretendiamo da Giani un chiarimento da esplicitare pubblicamente perché pensiamo lo pretendano tutti i cittadini toscani.”

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