Dom. Mag 9th, 2021

Dall’argentina e dall’Europa studenti e appassionati hanno visitato online il museo Malakos di Città di Castello, la collezione privata di conchiglie più grande d’Europa

Il Museo Malakos ha ripreso le sue attività di laboratorio grazie al sostegno del Comune di Città di Castello. Sono state infatti finanziate 38 attività laboratoriali per le scuole del comprensorio, per primarie e secondarie da svolgersi tramite la nuova “Labo Car”. Il laboratorio mobile di Malakos è entrato a scuola per la prima volta il 9 aprile e proseguirà fino a giugno. Le classi potranno avvalersi del supporto scientifico dei divulgatori di Malakos e delle strumentazioni, come i microscopi, da utilizzare nei giardini scolastici all’aperto e godere di un’attività didattica di laboratorio pratica, in tutta sicurezza. Altri eventi. Si è concluso il 9 aprile il ciclo di interviste del Museo Malakos “Esploratori in diretta” nell’ambito dell’omonimo progetto. In una prima fase un contest fotografico per bambini ha dato il via al progetto per poi proseguire con eventi online in diretta per adulti. Un servizio culturale al servizio di tutti e completamente gratuito per entrare in contatto con ricercatori, esploratori e imprenditori di nuova generazione che esplorano nuove possibilità ambientali e sostenibili.

Il Museo è su Google Arts and Culture ed è possibile fruire di foto ad alta risoluzione per esaminare alcuni reperti della collezione. A breve nuovi contatti con Google porteranno molte novità in proposito. Nel frattempo il museo è stato teatro di visite animate on line effettuate anche da paesi lontani come l’Argentina da parte degli alunni della Scuola E. De Amicis di Rosario. Entusiasti della visita e della straordinaria competenza del Professor Gianluigi Bini e dei suoi collaboratori Debora Nucci, in particolare, responsabile Divulgazione Scientifica hanno reagito positivamente e replicato la visita con tutte le classi. Un’altra possibilità per fruire del museo in remoto è prenotare i laboratori e le visite guidate con kit interattivo; un modo per fare didattica nelle scuole a distanza, ma usufruire comunque di un laboratorio pratico vero e proprio. Anche le famiglie possono richiede questa particolare attività da fare comodamente a casa per un pomeriggio alternativo. Il museo è chiuso, ma non fermo.

“Stiamo allestendo nuove sale – precisano i responsabili – di cui vi riveleremo i dettagli alla riapertura con una nuova inaugurazione. Si parlerà di etnologia e antropologia legate alla conchiglia con reperti anche molto rari. Sono in corso inoltre lavori di miglioramento per la fruizione museale e laboratoriale. Inoltre stiamo lavorando assiduamente al progetto RIM per sfruttare al massimo la potenzialità dei kit informatici creare punti di interesse lungo il percorso espositivo”. E’ la collezione privata di conchiglie più grande d’Europa, con circa 600mila esemplari catalogati. Il museo presso Villa Cappelletti è il frutto del lavoro decennale del biologo Gianluigi Bini, fiorentino di nascita ma tifernate d’adozione, che ha raccolto e studiato circa 15mila specie diverse, provenienti da ogni angolo del mondo, dal Polo Nord al Mare Adriatico.

Il Museo. Malakos, a piano terra di Villa Capelletti, nel complesso del Centro delle tradizioni popolari “Livio Dalla Ragione” si compone di quaranta teche e quasi 3000 esemplari, disposti come un viaggio esplorativo del mondo attraverso le conchiglie di tutti i mari. La sezione di biologia introduce al mondo dei molluschi con le loro incredibili curiosità; la sala di paleontologia ricostruisce come si è formata la terra con esemplari di invertebrati del lontano passato. Le sale di biogeografia illustrano la fauna e le abitudini di vita di ogni mare. Inoltre le teche propongono ambienti inusuali come i pericolosi mangrovieti e le zone abissali, esemplari curiosi come lumache di terra dalle dimensioni decisamente extralarge e predatori marini dal veleno mortale. Malakos ospita al suo interno anche un’imponente barriera corallina, ricostruita da materiali di un sequestro del corpo forestale dello stato con specie mai viste. L’idea di un museo malacologico nasce nel 2005 quando Gianluigi Bini, un’autorità in materia – Aubry, noto malacologo di fama mondiale gli ha dedicato una specie, per il grande contributo apportato alle scienze malacologiche – inizia a progettare un’esposizione di tutte le conchiglie raccolte nella sua decennale esplorazione dei fondali marini a bordo di navi oceanografiche. Impianta un primo nucleo nei locali a piano terra della Pinacoteca comunale, che presto diventano stretti per un patrimonio di esemplari che sfiora i 600 mila reperti.

“Il comune ha creduto in questo progetto – dichiara Vincenzo Tofanelli, assessore alla cultura – affidandogli parte della Villa Capelletti, per sviluppare un vero centro di Educazione Ambientale aperto a tutti, dove è possibile ospitare anche mostre temporanee di ogni disciplina naturalistica e dove gli studenti potranno avere a disposizione microscopi ed altre attrezzature per fare esperienza”. Riferimento del CNR-ISMAR di Bologna che invia periodicamente campioni per l’esame microscopico, Gianluigi Bini ha incassato i complimenti del Principe e della la Pricipessa Akishino del Giappone che durante la loro visita in Italia hanno voluto visitare in anteprima la collezione di Città di Castello.

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