Dom. Mag 9th, 2021

Cinquecentenario di Raffaello: mozione dei consiglieri Arcaleni e Bucci (Castello Cambia) per chiedere alla giunta di commissionare una riproduzione della Crocifissione Gavari-Mond

“Commissionare, a chi si ritenga più professionalmente adatto, una riproduzione della Crocifissione Gavari-Mond da ricollocare nella sua sede originaria, presso la Chiesa di san Domenico, al fine di ricostruire idealmente l’insieme delle opere che Raffaello dipinse a Città di Castello”. E’ il mandato che i consiglieri di Castello Cambia Emanuela Arcaleni e Vincenzo Bucci chiedono di dare al sindaco Luciano Bacchetta e alla giunta attraverso l’approvazione da parte de consiglio comunale della mozione per la valorizzazione del Cinquecentenario di Raffaello a Città di Castello.

Insieme alla realizzazione dell’opera, per i rappresentanti della minoranza consiliare sarebbe necessario “inaugurarne la collocazione del dipinto in occasione della mostra dedicata a Raffaello, in quanto con esso potremo ammirare almeno in parte l’originale quarta opera del Maestro, il San Nicola da Tolentino, permettendo a visitatori, turisti, amanti dell’arte di godere appieno del ‘percorso raffaellita’ di cui Città di Castello può andare fiera” e “organizzare un opportuno raccordo con l’evento principale della Mostra e una opportuna pubblicizzazione e comunicazione mediatica”. Nel far riferimento al fatto che “la situazione pandemica e l’emergenza sanitaria in corso hanno reso impossibile celebrare come dovuto qualsivoglia anniversario e ricorrenza di quest’ultimo anno e che le celebrazioni per il Cinquecentenario di Raffaello non si sono svolte nella pienezza della loro programmazione in alcuna parte del mondo”, Arcaleni e Bucci evidenziano che “tale situazione ha generato anche nella nostra città un rinvio obbligato di quanto previsto, in particolare della mostra ‘Raffaello giovane e il suo sguardo’, inizialmente prevista a ottobre 2020, poi rinviata al 27 marzo-30 maggio 2021 e ora al 18 settembre 2021”.

“L’attuale situazione, per quanto difficile e comunque incerta, permette di pensare ulteriori iniziative a corredo della stessa che possano sia supportare la mostra sia promuovere l’immagine di Città di Castello come città rinascimentale dove il giovane Raffaello aprì la sua bottega ricevendo le importanti commissioni che gli aprirono le porte delle corti rinascimentali e della curia romana”, affermano i rappresentanti di Castello Cambia, che ricordano come “La Crocifissione Gavari, o Mond, è la seconda delle tre pale d’altare che Raffaello dipinse a Città di Castello tra il 1500 e il 1504 su commissione del mercante di lana e banchiere Domenico Gavari per la sua cappella funeraria, dedicata a San Girolamo, nella chiesa di San Domenico, dove rimase fino al 1818 quando fu venduta dai frati di San Domenico”.

“Oggi l’opera si trova alla National Gallery di Londra e a noi resta solo una copia, conservata sempre nella Pinacoteca comunale di Città di Castello”, sottolineano Arcaleni e Bucci, i quali, nel richiamare il fatto che “l’operazione sullo ‘Sposalizio della Vergine’ realizzata da Haltadefinizione (società del gruppo Franco Cosimo Panini editore) e offerta in dono alla comunità tifernate e ricollocata nella sede originaria della Chiesa di San Francesco abbia riscosso molto successo”, sostengono che “una medesima iniziativa riguardante la Crocifissione Gavari-Mond potrebbe completare la ‘ricostituzione’ dell’insieme delle opere che il maestro dipinse a Città di Castello e valorizzare l’intera città”. “L’itinerario raffaellita che verrebbe a crearsi – osservano i firmatari della mozione – potrebbe partire dalle opere originali conservate in Pinacoteca e continuare con le altre riprodotte e ricollocate nelle due Chiese di San Francesco e San Domenico, stimolando una percorso in tutto il centro storico, capace di attirare ulteriormente turisti e amanti dell’arte”.

In questo contesto, i consiglieri di Castello Cambia sottolineano che “esistono poche aziende artistiche in grado di realizzare tali riproduzioni con una tecnica di altissimo livello, capace di rappresentare fedelmente la pennellata materica di Raffaello, le linee di costruzione e tutte le caratteristiche dell’opera e che una di queste è senz’altro la Bottega Tifernate, con sede a Città di Castello, di fama ormai internazionale, tale da ricevere committenze importanti i cui ultimi frutti tutti hanno potuto ammirare anche nella fiction televisiva ‘Leonardo’, in cui sono comparse le riproduzioni dei capolavori del genio leonardesco”.

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