Dom. Apr 18th, 2021

La campagna di vaccinazioni al centro delle comunicazioni del consiglio comunale di Città di Castello

“Nel corso di questa settimana, la Asl aprirà il secondo punto vaccinale presso la palestra Salviani” lo ha annunciato il sindaco Luciano Bacchetta, nelle comunicazioni della seduta del consiglio comunale che si è svolta ieri, lunedì 29 marzo 2021, aggiungendo che “Negli ultimi 10 giorni, dopo un periodo difficile, c’è un’ inversione di tendenza, il numero di guariti supera il numero dei positivi, anche se il Covid imprevedibile. Farò il vaccino quando verrà il mio turno anagrafico. Penso che i centri vaccinali siamo importanti ma soprattutto che ci siano i vaccini” ha risposto a Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, che ha lamentano anche “poche informazioni sulla questione delle vaccinazioni.

I cittadini non sanno a chi rivolgersi, specialmente in questo momento in cui sono gli anziani ad essere coinvolti. I medici di famiglia potrebbero avere un ruolo importante”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha parlato “di un polverono montato sui vaccini agli avvocati quando la settimana precedente un’intera categoria non si è presentata al vaccino, quella dei professori nella settimana di ritiro di AstraZeneka. Questo è vergognoso, piuttosto che un’altra categoria abbia usufruito di vaccini che dovevano essere somministrati, pena la scadenza, Mi risulta che in quella seduta di avvocati anche qualche consigliere si è fatto vaccinare. Comunque gli anziani con AstraZeneka e i soggetti fragili non si possono vaccinare. Sono d’accordo con il sindaco: bene i punti vaccinali ma soprattutto devono arrivare i vaccini”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha ricordato come “avessi già consigliato per sicurezza di fare i vaccini vicino all’ospedale.

I vaccini sono pochi ma arriveranno. Sto attendendo qualche risposta ufficiale sul problema Muzi Betti: mi risulta che i morti con Covid sono oltre 20. Voglio conferma, si rincorrono notizie”. Mirko Pescari, capogruppo del PD, ha preso atto “con favore delle notizie che ci ha dato il sindaco. Bene il Centro vaccinale e che vada a regime, con una potenzialità di 700 dosi al giorno a quando pare per sette giorni a settimana. Bene anche accordo con medici e pediatri, bene anche all’utilizzo delle farmacie. Sulla polemica del vaccino agli avvocati, abbiamo criticato la mancanza di programmazione: c’era prima il personale dei supermercati, le cooperative nei servizi…”. Vittorio Morani, capogruppo del PSI, ha detto: “Con il vaccino è una guerra. Ma è un diritto di tutti. Possiamo parlare dell’Umbria: se vacciniamo certe categorie e ne lasciamo fuori altri, lo hanno fatto anche altre regioni, sono criticità organizzative. Questa emergenza ci ribadisce l’importanza della Casa della Salute. Aspettiamo l’apertura del secondo punto vaccinale”.

Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha detto: “Gli ospedali sono pieni. Quando ho avuto il Covid il mio medico mi ha detto di aspettare e vedere e questo produce un problema di mortalità anche in soggetti giovani. Vanno date subito le cure. Quando ci sono i sintomi non dobbiamo aspettare! Anticipiamo non posticipiamo le cure”.


Nella replica il sindaco ha detto: “Sulla Muzi Betti, io so che i decessi sono dieci e 100 i contagi, comunque verificherò. I morti sono 64 dall’inizio del Covid. Morani ha ragione sul punto vaccinale: è una corsa contro il tempo. Lo svilupparsi di varianti produce una forma di incertezza sui vaccini che diventa preoccupante.

Programmiamo le scadenze sulle fasce d’età. Al di là di avvocati e giudici, da ultimi, democrazia vuole che il criterio è quello anagrafico e delle persone in grave difficoltà sanitaria. Due punti non sono sufficienti e non possiamo pensare che possano essere coperti da dipendenti della ASL. Diventa indispensabile l’utilizzo dei medici di medicina generale, dei farmacisti e dei luoghi sul territorio. Questa è la prossima battaglia e non esiste destra e sinistra. La questione del punto di Umbertide è strana: che senso ha avere due centri a distanza di sei chilometri? Città di Castello è la capitale del comprensorio e si deve assumere l’onere e l’onore di guidare questo territorio”.

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