Ven. Apr 23rd, 2021

Variazione orari e piano di rilancio della FCU: l’associazione il Mosaico presenta proposta articolata e dettagliata

Vogliamo iniziare il nostro intervento in Commissione mostrando alcuni dati emersi  nell’audizione  del 10 Febbraio  scorso :

Negli Anni 2001-2003 , la FCU portava una media di 6000/6500 passeggeri giornalieri sull’intera tratta ,4500 nella tratta nord e il restante nella tratta sud 

Nel  gennaio- febbraio 2020 nella tratta PG –Sansepolcro portavamo una media di 1000 persone .

Nel periodo di metà febbraio 2021 , portavamo una media di 600 persone al giorno. 

Con tempi di percorrenza tratta C. di Castello – Perugia nel 2001-2014 di un’ 1 ora 5 minuti .

Nel 2021 la stessa tratta ha un 1 ora e 45 minuti di percorrenza .

E’ il COVID la causa principale di tutto questo , no assolutamente, la chiusura di alcune tratte ferroviarie che obbligano i viaggiatori a innumerevoli cambi tra autobus e treno, accompagnate ad una struttura dell’orario a dire poco anacronistica, alla luce poi della inaccettabile lunghezza dei tempi di viaggio . 

Basterebbe leggere i dati qui riportati per capire che non possiamo più perseguire la linea del “ No, non è possibile “. Questi orari non sono fatti a misura di chi vorrebbe utilizzare il treno, ma principalmente guardando ad una banale riduzione dei costi: primo obbiettivo sembrano essere le penali da non pagare al gestore del servizio in caso di ritardi, poi i treni messi ad hoc per ottimizzare i turni del personale, privilegiando un’ immediato quanto illusorio risparmio contabile, senza tener conto delle reali esigenze della clientela.

E’ per questo semplice motivo c’è una forte reticenza nel cercare di cambiare. Potrebbe verificarsi che con alcune modifiche finalizzate ad ottimizzare il servizio per i passeggeri non sarebbe possibile “aggiustare” i turni del personale, ma un ipotetico turno in più del personale non può essere il motivo del NO secco che da anni si sente dire in ambiente ferroviario……

Ecco perché definivamo illusoria l’idea del risparmio nella attuale compilazione degli orari. Se non c’è più clientela, nessuna attività può sopravvivere.Basterebbero solo questi dati per comprendere che a fronte dei tanti progetti in atto, presenti e futuri, è indispensabile intervenire fin da subito allo scopo di bloccare un’emorragia che rischia di avere conseguenze notevoli, che portano a quella disaffezione all’utilizzo del treno o meglio ancora del mezzo pubblico.

Sono i tempi di percorrenza e soprattutto di arrivo a Perugia, le inadeguate coincidenze con i treni di Trenitalia a Ponte S. Giovanni per arrivare ad Assisi,Foligno, Terni ,Roma oppure Fontivegge, Universita’ ,Ospedale Silvestrini. Altrettanto inadeguate appaiono le coincidenze con i pullman urbani di Perugia , pur sempre della stessa azienda Busitalia .

Basti pensare alle code che si creano ogni giorno a Ponte San Giovanni o sul tratto urbano della Ponte San Giovanni – Perugia o sulle altre strade interne che salgono a Perugia. Mettere a disposizione un’efficente servizio pubblico,  significa ridurre anche l’inquinamento atmosferico , in particolar modo nell’hinterland del capoluogo. 

La filosofia di questo nostro lavoro è semplice ed è indirizzata ad alcune categorie, che sono quelle che storicamente hanno utilizzato il treno. I lavoratori presso gli uffici di Perugia, giovani studenti e universitari, personale che lavora presso la struttura ospedaliera del Silvestrini . A queste persone noi ci rivolgiamo per far sì che possano lasciare l’auto in garage per scoprire che salire in un treno è ottimo, sicuro e funzionale. Noi pensiamo che la prima risposta da dare debba essere immediata, lo si puo’ fare gia’ a Settembre quando dovrebbero ripartire le scuole e l’Universita’ .

Dovremo da subito fare una    :        CURA DEL FERRO ,

togliendo dall’orario le corse veloci su gomma che collegano Citta’ di Castello- Perugia S . Anna , che hanno avuto un senso in un periodo specifico , ora non più, anche perché’ quelle corse bypassano due nodi  fondamentali per questa infrastruttura: la realtà di Umbertide, significativa per Ferrovia Centrale Umbra e  Ponte S. Giovanni, snodo principale del trasporto in Umbria.

Pensare a corse autobus di lunga percorrenza sullo stesso tracciato dove è presente una ferrovia non ha minimante senso: l’autobus viaggia dove la ferrovia non è presente oppure può raccogliere le persone nei punti non serviti dal treno e convogliarle verso il treno. Oltre ad ottimizzare il servizio per i cittadini, ne deriverebbe anche un risparmio in termini ambientali, economici e di traffico stradale

Per preparare la nostra proposta ,ci siamo avvalsi  di quanto  e’ scritto nel Piano Regionale dei Trasporti dell’Umbria , approvato con Delibera N. 42  del 15 dicembre  2015 , il piano ha una valenza decennale  ( 2014 – 2024 ) .

Oggi riconosciamo il grande lavoro fatto dall’assessore Melasecche , in poco piu’ di un’anno , ha permesso di riavvolgere l’ingarbugliata matassa legata all’accordo con RFI e i cantieri aperti .

Oggi noi non entriamo in quell’ambito, e non critichiamo le scelte fatte in passato, per il semplice motivo che non si puo’ tornare piu’ indietro . 

Per gli uffici Regionali venire a capo delle rendicontazioni dei lavori, che in alcuni casi sono stati la causa del blocco degli stessi e della possibilita’ di avere ulteriori finanziamenti .

Ecco la nostra proposta , spesso vista nei giornali ,oggi la mettiamo a disposizione della Commissione e del Consiglio Regionale , noi non ci vogliamo sostituire ai tecnici deputati a questo lavoro , ma nemmeno accettiamo il “ NO , NON E’ POSSIBILE “ .

TRENI VELOCI

cioè treni che fanno poche fermate, che partendo da Città di Castello si fermano a Trestina – Umbertide – Ponte S. Giovanni. A Trestina potranno salire chi arriva da Monte S. Maria Tiberina , oppure da Volterrano e Petrelle 

Da Ponte S. Giovanni si sale o su Perugia S. Anna oppure si continua su Perugia Fontivegge – Capitini -Universita’- Ospedale Silvestrini . Gli orari da noi proposti hanno anche a Ponte S. Giovanni perfetti incroci con Assisi-Foligno-Terni- Roma .

Questa modalità di corse sono state fatte negli anni 2000, quando da Citta’ di Castello  a  Perugia S. Anna si arrivava in meno di un’ora . E si andava pure a Fontivegge con nostro materiale .

Anche l’Assessore Melasecche , dopo la sua visita alle Officine di Umbertide a luglio , ha espresso la volonta’ di perseguire questa modalita’ di treni ( vedere articolo quotidiano)

Noi prevediamo tre corse veloci nella mattinata ore 6.35 , 11.50 e 14.45.( Con fermata Umbertide-Ponte S.Giovanni )e tre di rientro .

La seconda proposta, anche questa supportata dall’assessore Melasecche , e’ l’arrivo dei convogli a Fontivegge…. Noi abbiamo una forte necessita’ di arrivarci, non solo la mattina, ma anche in tarda mattinata , perche’ il vero snodo e’ quello di Perugia e quindi ,verso l’Universita’ e verso l’Ospedale Silvestrini . Sappiamo che questo non e’ semplice, ma reputiamo l’Assessore capace di un confronto con Trenitalia per avere la possibilita’ di ulteriori tratte o in subordine un’accordo commerciale che 

veda la possibilita’ di avere a Ponte S. Giovanni , treni di Trenitalia , in coincidenza stretta con i nostri . Sempre da un’accordo tra FCU e Trenitalia si potrebbero avere agevolazioni tariffarie , che potrebbero essere la svolta del ritorno all’uso del treno a scapito del mezzo privato.Noi pensiamo che in attesa del lavori che dovranno restituire una ferrovia decente si intervenga da subito, togliendo l’alibi del non possibile, tenendo presente una sostanziale parità di km attuali .

Capitolo stazioni: con l’avvento di RFI non sono ben chiare le competenze e quindi risulta complicato sapere chi debba manutenere detti stabili, conseguentemente assistiamo all’abbandono e alla mancanza di assistenza ai viaggiatori. Mancano biglietterie, sale d’attesa, bagni, punti informativi. Spesso succede che il viaggiatore che sale a bordo sia sprovvisto di biglietto e il personale del treno non sia in grado di regolarizzarlo perché deve presenziare per motivi di sicurezza la cabina di guida. 

Auspichiamo che siano predisposte nuove biglietterie nelle stazioni più importanti , e se gia’ esistenti , queste possano essere potenziate ,con orari maggiori.

Riteniamo a tale proposito importante la riapertura di un’agenzia ad Umbertide, correggendo una impostazione che giudichiamo errata da parte di Busitalia , che non ha tenuto conto del numero dei cittadini umbertidesi e neppure della posizione baricentrica della stessa rispetto Gubbio, Lisciano Niccone e Pietralunga .

Non puo’ essere un sale e tabacchi il Front-Office del servizio .

Restare immobili, ancorati a logiche anacronistiche, in attesa di lontani e forzatamente vaghi provvedimenti,rischia di condurre il servizio ferroviario umbro al definitivo collasso, ipotesi tutt’altro che infondata, visto l’andazzo degli ultimi 20 anni, sulle cui responsabilità ci pare si interessi anche la magistratura. Al di là delle colpe da stabilire se del caso in un tribunale, rimane la responsabilità politica ed amministrativa verso una intera Regione che ha visto l’utilizzo nel corso del tempo di ingenti risorse per ritrovarsi, nel 2021, con servizi di qualità prebellica, dei quali comunque deve essere dato preciso conto ai cittadini tutti.

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