Dom. Apr 18th, 2021

Riaprire gli uffici postali del territorio: la mozione della sinistra votata all’unanimità dal consiglio comunale di Città di Castello


Votata all’unanimità dal consiglio comunale di Città di Castello, lunedì 8 marzo 2021, la mozione della Sinistra “per la riapertura degli uffici postali del territorio”. A favore PD, PSI, La Sinistra, Gruppo Misto, Civici e Democratici per Città di Castello, Fratelli d’Italia e Forza Italia, Tiferno Insieme e Castello Cambia, Lega.
Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra, ha parlato “della chiusura di alcuni sportelli delle poste italiane sia delle frazioni che dei quartieri più popolosi del capoluogo.

Prima veniva garantito un orario continuato, ora la fruibilità è davvero limitato tanto da causare una protesta nel punto del Famila che ha manifestato il malessere di affrontare lunghe code. Al giornalista, la responsabile delle Poste ha spiegato che “la rimodulazione degli orari di apertura la Covid è legata all’Emergenza ma abbiamo comunque allungato gli orari in Umbria. Questo accadeva ad ottobre. Città di Castello ha una sola sede centrale, le proteste hanno portato al divieto di sedere dentro la struttura aggiungendo ulteriori disagi specialmente agli anziani, che devono aspettare gli stessi tempi in piedi. Queste modalità favoriscono non riducono gli assembramenti mentre l’apertura di più punti potrebbe differenziare l’afflusso dell’utenza.

La sede del Famila potrebbe proteggere i cittadini dagli agenti atmosferici e garantire sicurezza stradale. L’orario ridotto inoltre aggrava i dipendenti dell’unica sede accessibile. Chiediamo al sindaco di intervenire presso Poste e il Prefetto per chiedere la riapertura delle sedi di poste in tutto il territorio comunale. Ci è stato detto che nell’Alta Valle del Tevere sarebbero state riaperte. Se il problema è il distanziamento, concentrando la gente in un unico posto non si agesce in modo efficace”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha detto: “Prima di Procelli ho fatto un’interrogazione simile contro le aperture a singhiozzo e code con assembramenti nella sede centrale e nelle sedi periferiche aperte ad orari molto ridotti. Ho chiesto al sindaco di intervenire.

Le istituzioni locali hanno mancato di far sentire la loro voce. Forza Italia ha fatto fare anche un intervento parlamentare che ha ricevuto un segnale di maggiore efficienza. Non cantiamo vittoria perché anche per l’abbattimento dei costi c’è il tentativo di contingentare gli accessi. Il comune deve far sentire la sua voce e aprire un’indagine per capire se un servizio pubblico possa gravare l’accesso ad un bene primario e renderlo pericoloso alla salute. Se ci sono assembramenti dovremmo anche fare una denuncia. La risposta non è chiusura totale ma maggiore apertura. Mandiamo i vigili urbani”.

Giorgio Baglioni, capogruppo della Lega, ha proposto “un’azione corale di tutti i sindaci del comprensorio o addirittura umbri, non basta l’intervento del sindaco. La Regione si è già attivata ma è necessario una mobilitazione di tutte le istituzioni regionali e questa è la strada che è stata intrappresa”. Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha detto: “Ho scritto al direttore delle poste di Città di Castello e di Perugia e i gazebo non posso essere sistemati per ragioni di sicurezza. Ovunque vige il sistema della prenotazione, E’ giusto lamentarsi e protestare ma c’è un’impossibilità dei direttori di agire”.

Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia: “Il problema esiste e in un’interpellanza che verrà discussa a breve abbiamo posto il problema ma il nodo è la valutazione della qualità del servizio locale e la riorganizzazione sulla base anche degli utenti medi di Poste Italiane, che spesso sono persone anziane, per le quali le poste sostituiscono la banca per contante e disponibilità. Per loro lo sviluppo digitale dei servizi non è la soluzione”.

Luciano Tavernelli, consigliere del PD: “Per evitare le code è necessario estendere l’orario e aprire più sportelli. Non basta un sistema di prenotazione per gli anziani che sono gli utenti tipo. Poste utilizza la riduzione di orari e CIG per risparmiare non per problemi di sicurezza. Vanno riaperto gli uffici postali e favoriti gli utenti con disabilità, vanno costruite soluzioni per evitare assembramenti all’esterno. Non importa chi ha fatto la proposta, chiediamo che dalla prossima settimana i vertici locali delle Poste intervengano, guardiamo alla sostanza non a comparire sui social”.

Vittorio Morani, capogruppo del PSI, ha detto che “nonostante le proteste a tutti i livelli, Poste non ha fatto niente ed ora deve tenere conto dei disagi che sta causando a tutti gli utenti. La chiusura degli uffici postali non dipende dall’emergenza sanitaria ma semmai l’accentua. Bisogna intervenire perché poste hanno una grande varietà di servizi. Voteremo la mozione”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha detto: “Sono problematiche nazionali, ci sono ovunque, dobbiamo eliminare le code e farsi supportare dall’Arma dei Carabinieri con una convenzione nazionale per il ritiro delle pensioni e la consegna a casa. Condivido Tavernelli quando parla di pretesti. L’Emergenza Covid è una grande occasione per rivoluzionare in peggio. Il Covid non lascerà solo le macerie legate alle chiusure ma anche per le riorganizzazione produttive. Temo che lo smartiworking si trasformerà in un pretesto per trasformare posti di lavoro subordinato in lavoro autonomo”.
Gaetano Zucchini, capogruppo dei Democratici per Città di Castello, si è detto “d’accordo con la mozione. Abbiamo messo in evidenza il problema ma non sono venute soluzioni. Investiamo anche il prefetto che ha un ruolo anche dal punto socio-economico”.

Vittorio Vincenti, consigliere di Tiferno Insieme, ha chiesto: “Nel breve il sindaco non potrebbe un’ordinanza ad hoc per evitare quello che si verifica davanti agli uffici, che sia da stimolo ad una nuova organizzazione di poste?”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha detto: “Ci siamo occupati molto spesso di questa vicenda, abbiamo interlocuito con la direzione di Firenze che comunque agisce con un’autonomia, che dovrebbe esprimersi nell’interesse dei cittadini, ma secondo logiche complessive del livello nazionale. Facciamo nostra questa mozione consente di fare altre pressioni ma da soli non otterremo molto perché i nostri strumenti sono limitati. Nel medio termine le cose miglioreranno ma senza voler fare la storia questa privatizzazioni producono i loro effetti nefasti oggi”. Nella replica Procelli si è detto soddisfatto “della trasversalità del consenso. Mi sono piaciuti gli interventi che hanno parlato di interessi economici, dietro il problema del Covid c’è chi ha approfittato sulle spalle della gente. Lo smart working: prima o poi i rapporti umani verranno distrutti dai collegamenti a distanza. Se Castello Cambia ha un documento simile, avremmo potuto unirli per evitare la stessa discussione”. Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha detto: “Con il Covid c’è chi si approfitta,non possiamo imputare la colpa solo alle Poste. Le regole antiCovid le ha stabilite il governo centrale. Ci sono disagi.

La mia mozione per gli operatori sanitari di quartiere, ripresa da un’idea di Zucchini, si potrebbero impegnare anche sul fronte delle Poste. Condivido la mozione”. Luigi Bartolini, consigliere dei Civici per Città di Castello, ha annunciato voto positivo: “Per tutelare i cittadini nell’efficienza dei servizi essenziali”.

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