Gio. Apr 15th, 2021

Città di Castello: in consiglio comunale dibattito su debito fuori bilancio


Passando al debito fuori bilancio, Vincenzo Tofanelli, assessore alle Finanze, ha detto: “che deriva da una diatriba tra privati per circa 2400 euro, che dobbiamo pagare. Ho voluto farlo subito per evitare che fosse troppo tardi sui tempi del consiglio”. La responsabile del Servizi legale Paola Ceci ha spiegato: “Il diplomatico olandese ha acquistato una proprietà con una strada, quella di Casalsole, che passava davanti all’abitazione di un tifernate, classificata come ad uso pubblico che servirà le proprietà. Non ha importanza pubblica. Il diplomatico ha chiusa la strada e sul sedime ha costruito un muro.

Il contenzioso che si è sviluppato prevede anche due ricorsi al Presidente della Repubblica. Le ordinanze del comune sono legittime ma nel 2020 una delibera del Consiglio comunale stabilisce la realizzazione di una strada alternativa da parte del diplomatico. Questa ordinanza è stata impugnata. Il dirigente ha sospeso il procedimento in attesa del giudizio. Anche quest’atto è stato impugnato e non ci siamo costituiti in giudizio ma il TAR ha annullato il nostro provvedimento e siamo stati condannati a 1500 euro di spese legali. Complessivamente abbiamo in atto cento cause e abbiamo speso circa 500mila euro”. Alla domanda del sindaco Luciano Bacchetta su “cosa potrebbe accadere se non votassino l’atto”, la responsabile ha detto che “la sentenza è esecutiva e il consiglio non può sottrarsi dal dare seguito a una sentenza”.

Marco Gasperi, capogruppo del Gruppo Misto ha annunciato voto negativo: “Per le modalità con cui il debito è arrivato in consiglio senza passare per la capigruppo. E’ evidente che si tratta del classico diverbio personale che si cronicizza. Doveva esserci una valutazione più attenta per evitare di essere invischiati in un contenzioso decennale”.

Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha eccepito che “il comune una moral suasion in questi anni poteva svolgerla. Il problema più grande è quello istituzionale – ha rivolgendosi al presidente del consiglio Francesca Mencagli – non è rispettoso aggiungere punti all’ordine del giorno, minimizzando. Inoltre la commissione è dovuta alla mia richiesta. Allora si poteva aggiungere anche il punto sulla sentenza del TAR. La consiliatura durerà fino ad ottobre, dobbiamo metterci a regime”. Mencagli ha replicato: “Non c’è stata mancanza di rispetto ma un semplice errore di battitura”.

Luciano Tavernelli, consigliere del PD, ha detto: “E’ giusto osservare i tempi previsti ma nel caso specifico ne avevamo già discusso nel 2000 in Commissione Assetto del territorio. Ha seguito il nuovo regolamento delle strade comunali. E’ stato in pubblicazione 60 giorni senza avere osservazioni ma poi è stato contestato davanti al Tar. Non dobbiamo andare in giudizio in questi casi”.

Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha detto: “Quanto ci costano questi debito fuori bilancio e l’attività legale? Quanto ci costono commissioni e consigli per votare questi atti? Sono i cittadini a pagare. Qual è l’importo delle cause in corso? Quanto potremmo perdere?

La posta di 740mila euro come si spiega?”. Gigliola Del Gaia, dirigente del Settore Finanze, ha detto: “La cifra di 740 mila euro riferita a cause legali non è in bilancio e comunque ogni volta in consiglio vanno solo i debiti non tutte le volte che le sentenze sono a noi favorevoli. Costituirsi in giudizio avrebbe un costo maggiore. Si tratta di duemila euro su 36milioni di euro di bilancio”.

Giovanni Procelli, capogruppo de La Sinistra, ha detto: “Anch’io quando ho visto debito fuori bilancio mi sono preoccupato ma poi ho visto l’importo ed è minimo. Le procedure non sono state seguite alla lettera ma si tratta di una piccola cosa in un impianto legislativo a volte incredibile”. Massimo Minciotti, consigliere del PD, ha protestato contro “chi accusa sempre i dipendenti comunali, rilanciando ogni volta che ha le risposte”.

Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha detto: “Probabilmente la litigiosità aumenterà, suggerisco di fare una verifica per comune e partecipate complessiva per capire quanto sviluppa finanziariamente l’attività legale”. Vittorio Morani, capogruppo del PSI, ha detto “Il debito fuori bilancio è un atto dovuto in consiglio ed è minimo. I nostri tecnici hanno lavorato nel migliore dei modi e in massima trasparenza. Voteremo sì”. Il sindaco ha concluso il dibattito, osservando: “In tempi normali questo debito sarebbe stato liquidiato velocemente. Non c’è niente di politico ma è tutto interno a procedure degli uffici. Io non ne so niente se non un diverbio tra vicini degenrato. Siamo obbligati a votare questo debito ma chi ha amministrato non c’entra niente”.

Gaetano Zucchini, capogruppo dei Democratici per Città di Castello, ha manifestato “il suo stupore per dibattiti che non hanno né capo né coda. Chi ha letto la relazione, si è fatto un’idea della questione che travalica le procedure del comune e sa che il debito è un obbligo. Stiamo sul tema senza spaziare su altri argomenti non attinenti”. Il capogruppo di Forza Italia Cesare Sassolini ha aggiunto: “Certo è un obbligo ormai ma è un debito dentro il bilancio di un’Amministrazione che deve prendersi la responsabilità. Noi sappiamo di queste cose solo ex post quando il danno è stato fatto ma avremmo potuto dare un aiuto e consigli per evitarlo”.

Mirko Pescari, capogruppo del PD, ha detto: “dobbiamo riconoscere la legittimità del debito fuori bilancio non entrare nel merito del debito”. Lignani per le dichiarazioni di voto: “Voterò contro. La sentenza è di settembre, c’era tutto il tempo per convocare la commissione a regolamento. Sono passati sei mesi dalla sentenza. Da ultimo: bisogno avere rispetto dei consiglieri e se un dirigenti o un dipendente intervengono prima e non dopo il consigliere. Questo è rispetto istituzionale. Anche se qualcuno va fuori del seminato, tutti rappresentiamo i cittadini, che ci pagano il gettone di presenza ed emolumento”.

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