Gio. Apr 15th, 2021

Città di Castello: tavolo permanente per il supporto e lo sviluppo agricolo. Convergenza sull’interpellanza di Gasperi (Gruppo Misto)


Agricoltura del futuro a Città di Castello: un tavolo Con una lunga disamina sull’assetto del comparto agricolo locale, sul ruolo del tabacco, del terreno inutilizzato e soprattutto della sostenibilità come parametro di qualsiasi progetto industriale, Marco Gasperi, capogruppo del Gruppo Misto, ha proposto un momento di riflessione sul futuro del settore agricolo, agroalimentare ed agroindustriale a Città di Castello ed in Alto Tevere. Il L’interpellanza è stata accompagnata da un ampio dibattito a cui hanno partecipato il sindaco Luciano Bacchetta e l’assessore Vincenzo Tofanelli, Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, Gaetano Zucchini, capogruppo dei Democratici per Città di Castello, l’assessore alle Finanze Vincenzo Tofanelli, Mirko Pescari, capogruppo del PD, Filippo Schiattelli, capogruppo dei Civici per Città di Castello, Vittorio Vincenti, consigliere di Tiferno Insieme, Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra, Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto. Al termine della discussione si è concordato sull’opportunità di organizzare “un tavolo di lavoro permanente che possa tenere in continua analisi lo stato dell’arte di questo comparto, per supportare le nostre aziende e orientarle verso degli obiettivi virtuosi, siano essi economici e/o ambientali”
Nel documento Gasperi sosteneva: “che delle superfici disponibili, meno della metà sono coltivate. Nel nostro territorio insistono principalmente tre tipologie di aziende: specializzate come le aziende esclusivamente tabacchicole; poco strutturate come le piccole organizzazioni di produttori per prodotti specifici come l’olio, il luppolo, il vino, ecc, piccole aziende agricole che producono piccole quantità per mercati di nicchia. Si può tuttavia superare un’agricoltura intensiva se nel nostro territorio c’è ancora una palese difficoltà di orientamento delle politiche agricole? Localmente si può agire nei confronti di tutte quelle aziende che sono sempre ai limiti tra una e l’altra tipologia, attraverso uno strumento di concertazione, accessibile a tutti, che possa da una parte determinare una parametrazione dei livelli produttivi ed occupazionali in una logica di sostegno alle nostre aziende agricole, sia nella rappresentanza progettuale con l’Ente Regionale e altri, che negli aspetti del supporto, e dall’altra parte che possa determinare una virtuosità ambientale sempre maggiore. Quanto l’agricoltura ha assorbito lo shock occupazionale della pandemia? L’Amministrazione ha in mente sostegni per il settore?” Con la proposta finale di “un tavolo di lavoro permanente che possa tenere in continua analisi lo stato dell’arte di questo comparto, per supportare le nostre aziende e orientarle verso degli obiettivi virtuosi, siano essi economici e/o ambientali”
Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha detto “Il tabacco va fatto ma in maniera sostenibile e non nociva. Il discorso è sull’innovazione nel settore agricolo deve ricercare capacità progettuali nei settori di filiere che possono aggiornare lavorazioni nel territorio. Dagli anni Sessanta in poi questa parte di territorio non ha avuto un utilizzo efficiente per reddito, valore aggiunto. I noccioleti non sono un elemento nuovo né occupazionale né produttivo. Nel tabacco rimangono grandi capacità finanziarie con gli aiuti. Con il Recovery found dovremmo trovare un progetto territoriale che rilanci il settore con la partecipazione delle primarie ed autorevole delle aziende dentro il territorio, per uno sviluppo progettuale che ci permetta di rilanciae qesto settore e indotto.

Gaetano Zucchini, capogruppo dei Democratici per Città di Castello: “cereali èiu di tabacco e sfruttamento terremo molto cotnenuto. Agricoltura sociale: quando l’ente collabora con il terzo settore per andare ad identificare le zone incolte che potrebbero essere vocate ad agricoltura sociale e welfare territoriale. Verificare lo stato dell’arte, associazioni di categoria loro aspettative e agricoltura sociale”

L’assessore alle Finanze Vincenzo Tofanelli ha detto: “i Baroni Franchetti hanno lasciato i terreni ai loro contadini a patto che non le suddividessero, cosa che non è avvenuta ed ha generato con il tempo microaziende che non sono in grado di stare sul mercato. Con al legge4.0 gli imprenditori possono comprare a zero costi le attrezzature ma devono essere strutturate anche dal punto informatico e questo taglia fuori tante realtà. Ma questa è la nuova agricoltura. Va aiutato il piccolo imprenditore agricolo, che ora ha un contributo europeo per le coltivazioni dei cereali o altri che danno risorse aggiuntive. Sulle nostre colline non si possono coltivare tante tipologie e spesso sono rovincate dai cinghiali. Ma è importante mantenere il territorio sano ed evitare il dissesto idrogeologico. Per questo i piccoli proprietari sono fondamentali. Forzare un cambio di passo in Europa in nome del territorio e dell’ambiente”.

Mirko Pescari, capogruppo del PD, ha aggiunto: “Il mondo agricolo è un punto nodale dell’equilibrio economico e finanziario. Il modo sbagliato di ragionare è stata negli ultimi 20 anni la competizione tra colture, specie con il cambio di passo della Ue sui fondi comunitari che incentiva non il prodotto ma alla azienda e alla sua diversificazione. Questo implica un rapporto diretto con il mercato. Quindi capire la filiera, la specializzazione, la multifunzionalità è prioritario. Poi c’è l’esperienza in crescita del Luppolo dell’Alto Tevere mira a formare una filiera locale e gli ettari che stanno mettendo a sperimentazione aumentano. C’è il tema della responsabilità ambientale e la tenuta idrogeologica: in queste aree gli insediamenti agricoli in media collina sono presidi contro il degrado e bisogna incentivare questa funzione per rendere coltivabile anche il 50% di terra incolta. Il comune può fare una ricognizione di quello che c’è e fare azione di lobbing perché nella programmazione 2021-2027 la programmazione del Piano di sviluppo rurale possa essere orientata si assi diversi. Costruiamo una cabina di regia con mondo accademico e associazioni di categoria. Non c’è bisogno del Next generation se on per infrastrutture alla filiera”.

Filippo Schiattelli, capogruppo dei Civici per Città di Castello, ha detto: “Lo sviluppo industriale del territorio è venuto dal settore primario, che rimane fondamentale anche adesso. Comparto agricolo è in senso lato, soprattutto nelle zone collinare in funzione antidissesto. Bene il tavolo di concertazione con esperti e soggetti interessato per affrontare le sfide del futuro anche in ambito imprenditoriali”.

Vittorio Vincenti, consigliere di Tiferno Insieme, ha detto: “La nostra valle si regge sul sistema tabacco e il sistema Aboca non è esportabile ovunque e lascia i campi molto meglio del tabacco. Il terreno viene reintegrato con le biomasse ma non è sufficiente. Ogni realtà ha il suo tabacco. Eccellenze come il sedano nero sono più terziario che settore primario. Valorizziamo i prodotti locali, che sviluppano valore aggiunto. Possiamo fare piccole azioni puntuali, promuovere alcune eccellenze agroalimentari. Chi ha tantissimi ettari, devastati dai cinghiali, non possiamo arruolarlo per presidiare il territorio. I tabacchicoltori ci sono, vanno gestiti, portano richhezza, questo è il dubbio. Dobbiamo gestire sul piccolo non sul grande”.

Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra: “Oggi non c’è più alternanza al tabacco e questo impoverisce il terreno. Secondo problema: l’acqua verrà quotata in borsa come il petrolio e come l’olio, questa è la deriva dell’essere umano che pensa soltanto ai guadagni”. Per Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, “solo chi ha reddito può prendere i finanziamenti del PSR. Li prendono sempre i soliti grossi nomi, basta andare sul sito della Regione. Gli altri in abbandono. Molti hanno aziende regionale devono produrre reddito per pagare la Regione e se chiude l’attività, l’azienda regionale va in abbandono”.

Il sindaco Luciano Bacchetta ha detto: “Bene un tavolo con le associazioni di categoria, c’è stata negli ultimi decenni una cambiamento per cui una riflessione va fatta, perché è un comparto decisivo del prodotto interno lordo locale. Lavoriamo ad un momento di confronto”
Gasperi si è detto molto soddisfatto del dibattito. Le conversioni sono possibili solo se sostenute. Il passito è un esempio di valorizzazione locale. Si fa piacere che si sia usato il termine lobbing perché può essere positivo dato che rappresenta gli interesse locali. I progetti devono esseri mirati e salvaguardare i beni comuni come l’acqua. Sull’agricoltura sociale, il Comune potrebbe fare molto. Il momento storico è tale da poter arrivare al bersaglio per i progetti che sono in ballo nell’agricoltura. Bene il tavolo”.

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