Ven. Gen 22nd, 2021

Consiglio Comunale Città di Castello: mozione di Emanuela Arcaleni (Castello cambia) per tutelare la salute dei giovani, promuovere l’educazione affettiva e sensuale, favorirne l’accesso alla contraccezione gratuita

Agire per favorire la tutela della salute dei giovani, per promuovere la loro educazione affettiva e sessuale, per favorirne l’accesso alla contraccezione gratuita. Sono gli obiettivi della mozione della consigliera di Castello Cambia Emanuela Arcaleni, che chiede al consiglio comunale di impegnare la giunta e l’amministrazione “affinché in un dialogo costruttivo e continuo con le istituzioni sanitarie si possa nel nostro territorio implementare la rete dei servizi dedicati alla tutela della salute dei giovani attraverso un ampliamento dei servizi dei Consultori, stimolando la creazione di spazi e orari dedicati alle giovani generazioni”; “a promuovere, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Università, i servizi sociali, i centri aggregazione giovanile e i servizi sanitari Asl, campagne e programmi di educazione alla salute all’ affettività e l’educazione sessuale, differenziando i contenuti tra gli ordini di scuole secondarie di primo e secondo grado”; “a promuovere azioni di stimolo e pressione affinché anche nella Regione Umbria, come già avvenuto in altre Regioni, si possa arrivare a deliberazioni di legge che consentano l’accesso alla contraccezione gratuita da parte di alcune categorie, come: i giovani dai 14 anni ai 25; le donne in età fertile disoccupate, con figli a carico o in situazione di precarietà; le donne tra i 25 e i 45 anni che abbiano scelto la contraccezione nel post partum, oppure a seguito di una interruzione della gravidanza, raccomandando il dovuto rispetto delle scelte e della dignità delle persone”. “L’Italia è ancora indietro nell’accesso e nella diffusione della contraccezione, come rivela l’ultimo Atlante europeo della contraccezione stilato da Aidos, in base al quale su quarantacinque paesi europei presi in esame dallo studio l’Italia occupa il 26° posto nella classifica: molto lontana dal Regno Unito, dalla Francia e dalla Spagna e più vicina a paesi come la Turchia e l’Ucraina”, sottolinea Arcaleni, osservando come “l’arretratezza italiana in questo ambito è causata dalla mancanza di informazioni istituzionali sulle tecniche contraccettive e dalla quasi totale assenza di politiche per il rimborso dei contraccettivi o per la loro distribuzione gratuita”. “Le regioni che occupano i primi tre posti per l’accesso ai contraccettivi sono l’Emilia Romagna, la Toscana e la Puglia con indici dell’88 per cento, dell’81 per cento e del 72 per cento, mentre l’Umbria occupa il 13° posto con un indice del 59 per cento”, rileva l’esponente della minoranza consiliare, nel dare conto di problematiche come “lo stato di abbandono dei consultori familiari”; la scarsa diffusione di metodi di contraccezione moderni ed efficaci, dovuta anche all’alto costo dei contraccettivi, alla loro difficile reperibilità, alla insufficiente conoscenza dei metodi naturali di distanziamento delle nascite; “la grossa difficoltà per i più giovani a informarsi”. Citando il Dpcm del 12 gennaio 2017 su Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, la rappresentante di Castello Cambia sostiene la necessità di “tutelare e promuovere la salute sessuale e riproduttiva delle giovani generazioni e delle donne, prevenire le IVG e ridurre i tassi di abortività, prevenire la diffusione delle malattie sessualmente trasmesse e dell’HIV”. “In Umbria sono diffusi su tutto il territorio i Consultori dove operano o dovrebbero operare team multi-professionali, ma che essendo stati depotenziati non risultano fortemente efficaci come punti di accesso dedicati alla fascia d’età 14-24 anni, per la promozione della salute, l’assistenza e consulenza sui temi legati alla sessualità, alla vita affettiva e relazionale”, afferma Arcaleni, rimarcando che “a fronte di una crescente precocità sessuale, risulta sottostimato il pericolo di diffusione dell’HIV e delle altre malattie sessualmente trasmissibili: in Umbria l’Aids aumenta la sua diffusione tra i più giovani (in particolare nella fascia 25-29 anni) e circa il 44 per cento dei soggetti colpiti scopre l’infezione quando è già in una fase molto avanzata di immunodepressione”.

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