Sab. Gen 23rd, 2021

Screening: test rapidi in consiglio. Interpellanza di Arcaleni (Castello cambia)

Test rapidi e screening Anticovid ancora all’attenzione del consiglio comunale di Città di Castello. “Dopo aver chiesto e atteso che la Regione Umbria mettesse a disposizione della popolazione scolastica i test rapidi per l’individuazione della positività al Covid 19, siamo rimasti sconcertati dalla assenza delle Farmacie Tifernati dalla lista dei cento esercizi sanitari che in Umbria hanno aderito alla campagna di test, rendendosi disponibili ad effettuare i test sierologici rivolti alla popolazione scolastica affinchè, pur in assenza di sintomi, alunni di ogni età e i loro familiari possano accedere ad uno screening rapido che accerti o escluda la contagiosità” ha detto la consigliera di Castello Cambia Emanuela Arcaleni presentando un’interrogazione al consiglio comunale di giovedì 10 dicembre 2020. “Il sindaco ha lanciato l’idea di una campagna di massa, senza spiegarne tempi e modalità. Riuscire ad individuare gli asintomatici permetterebbe di prevenire efficacemente il contagio in classe, e quindi sarebbe davvero un aiuto a a fare lezione in presenza: per tenere le scuole aperte, occorre costruire le condizioni per poterlo fare, e una di queste è abbassare i rischi di contagio. Per questo, servirebbe una campagna informativa che faccia conoscere questa possibilità ai genitori e, mentre a Città di Castello c’è l’adesione di un solo esercente, servirebbe invece una adesione massiccia delle farmacie. Perchè le Farmacie Tifernati, ente partecipato del Comune al 100%, non sono presenti nell’elenco degli esercizi aderenti alla campagna di screening Covid19 e se l’ amministrazione intenda intervenire, al fine di rimuovere eventuali ostacoli, che ad oggi possano aver impedito alle farmacie comunali di offrire questo servizio, che, date le loro tre sedi, potrebbe efficacemente coprire il territorio da nord a sud”. Vincenzo Tofanelli, assessore alle Finanze, ha letto un documento del presidente di Farmacie Tifernati Valchiria Dò e del direttore Luca Mancini in cui si spiega il no alla campagna. “Dalla disponibilità iniziale si è cambiato idea sia per il rispetto del parametro economico, che è sempre presente insieme a quello sociale, sia per le prerogative professionali del farmacista. Le farmacie non sono adatte alla campagna e si rivelerebbero degli incubatori del contagio. L’esercizio dello scrrening può creare problematiche nei luoghi di lavoro e per gli utenti. Dal punto di vista sindacale questa possibilità ha suscitato rilievi. C’è bisogno di un protocollo anche per la privacy, di locali specifici e separati. Le Farmacie distribuiscono i farmaci, che succederebbe se una chiudesse per Covid. Meglio di uno studio epidemiologic, cerchiamo di ridurre il contagio. Anche Assofarm sconsiglia”. “Il Comune – ha detto Tofanelli – come Comune abbiamo realizzato il test per gli operatori degli asili nido. Attualmente non c’è nessun positivo e verrà ripetuto quando comincerà la scuola. Se c’è positività, si passa al molecolare con le risorse dei Fondi Anticovid. Stessa campagna è stata fatta per gli assistenti sociali. L’Asl sta facendo 1000 tamponi al giorni e il Comune sta facendo quanto possibile”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha detto: “Chiarisco la mia proposta. Il ricorso al Lascito Mariani è una possibilità e pur non essendo un esperto, ho detto che qualunque tipo di intervento lo dobbiamo subordinare ad una valutazione congiunta con ASL. Noi non siamo titolati a fare politica sanitaria. Io ho fatto una proposta che scientificamente può essere anche sbagliata”. Arcaleni nella replica: “Qui si tratta di avere una risposta dal proprietario delle Farmacie comunali. Non serva essere dei medici per chiedersi perché le Farmacie non hanno aderito visto che altri l’hanno fatto? Le motivazioni della amministratrice e del direttore non soddisfa. Non si capisce perché nessuna delle tre sedi è adeguata mentre altre lo sono. Se il problema sono gli spazi, il Comune non ha offerto spazi o non si è posto il probledello screening sulla popolazione scolastica. Ho fatto domande senza risposta: avete affrontato il problema e avete offerto soluzioni, come avete fatto per ASL? L’altro discorso è il personale delle farmacie che penso sia allo stesso livello delle Farmacie private aderenti, che lo sta facendo in sicurezza. Sembra che i farmacisti che lo stanno facendo sono in pericolo. Assofarma non ha detto no alla campagna, veniva contestato la condizione di rimborso non adeguate. In che modo ritenete di aver tutelato senza averli mai appoggiati i test di screening. I 1000 tamponi molecolari dipendono da scelte regionali. E’ saltato il tracciamento degli asintomatici ed è stata chiusa la scuola media senza testing. Queste domande non hanno risposta”. Nella replica Tofanelli: “Anche un problema logistico, l’amministratore ha detto che non si può fare. Significa spostare il personale e non averlo più nelle Farmacie”.

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