Sab. Feb 27th, 2021

Equilibri di bilancio: approvata variazione a maggioranza

Approvata a maggioranza durante il consiglio comunale di Città di Castello di lunedì 30 novembre 2020 la variazione di bilancio relativa alla ricognizione sugli equilibri del comune di Città di Castello, favorevoli Pd e PSI, Gaetano Zucchini, Luciano Domenichini, Vittorio Massetti, al momento della votazione Gruppo Misto ma da oggi Democratici per Città di Castello. Astenuti Civici per Città di Castello, contrari Forza Italia, Fratelli d’Italia, Tiferno Insieme, Castello Cambia, Lega, Marco Gasperi e Marcello Rigucci del Gruppo Misto.

Introducendo il punto sul piano finanziario della Tari, nel consiglio comunale di Città di Castello di lunedì 30 novembre 2020, l’assessore alle Finanze Vincenzo Tofanelli ha parlato della ricognizione degli equilibri di bilancio, “un atto finale che certifica l’andamento dell’anno e gli obiettivi raggiunti. Su questo punto si intersecano due elementi importanti: il piano della Tari che per l’ente significa 246mila euro in più, certificato da Arera con Auri e riferito al 2018. Nel preventivo abbiamo detto di non aumentare la Tari, anzi abbiamo ristorato le attività danneggiate dal lock down, posticipato i pagamenti per tutti. L’aumento di 246mila euro sarà pagato con risorse del bilancio 2020 senza pesare sui cittadini. Lo Stato ha ristorato il Comune con risorse per circa 2milioni e 200mila euro: 1milioni e 850 mila, quindi 200mila ed ora sono previsti 300mila. Serviranno per aiutare l’Amministrazione a sostenere le maggiori spese e le minore entrate a causa del COVID. Fino al 31 dicembre possiamo spostare le poste dove c’è bisogno. Ora siamo stabilizzati ma monitoriamo la situazione. L’obiettivo è spendere questi soldi in modo puntuale. C’è poi la ricomposizione del legato del Lascito Mariani per circa 292mila euro che sono stati reperiti dentro le minori spese e le maggiori entrate, così come l’aumento della Tari, che complessivamente è di 8milioni e 128mila. Il bilancio, essendo pluriennale, è stato inserito anche nei prossimi anni e non è detto che venga applicato, potrebbe essere come in questo anno coperto con risorse del bilancio. La nostra media di aumento, 3,2%, è la più bassa. Altri hanno applicato il massimo. Faremo il recupero dei crediti solo 2015 e 2016, che vanno in prescrizione altrimenti facciamo danno erariale. Ci sono lavori pubblici importanti: strade, scuole, servizi senza aumento, 4 asili nido, no aumenti su mense, trasporti, diritti dell’ente. E’ entrato nella disponibilità dell’ente una parte del Lascito Ranieri, che è stato utilizzato per la partita della Tari, per aumentare l’ISee del rimborso a 16mila euro, per minori e sociale. Non abbiamo preso tutti l’utile delle Farmacie per fare delle mosse interessanti per il futuro delle farmacie. C’è poi la partita delle alienazioni da cui ci aspettiamo risorse”.
Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha detto: “L’aumento della Tari è importante. Da mesi il presidente della Commissione Programmazione chiede l’intervento dei vertici di Sogepu, che spieghi gli introiti, visto che ha riempito la discarica dai dati in mio possesso. Nonostante questo la Tari aumenta e il comune deve dare altri soldi a Sogepu. Le agevolazioni per i residenti intorno alla discarica vengono dalla Regione non dal comune. I 100mila euro per le attività penalizzate non sono sufficienti alla domanda di aiuto e ai cittadini non basta avere i buoni spesa per coprire le esigenze primarie. Avevo avvertito che ci sarebbe stata una richiesta di aiuto molto alta. Sul Lascito Mariani: con chi il comune può avere un contenzioso? Con la Asl a cui abbiamo dato il Lascito? Ormai è chiaro che il Lascito è della ASL. Sulle scuole si è intervenuto con fondi speciali”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, è intervenuto su i tre punti finanziari all’ordine del giorno, piano Tari, equilibri di bilancio e bilancio consolidato: “Sono intrecciati e il voto è negativo non solo per posizione di parte ma anche nello specifico. L’aggravio sulle tariffe, regolato da una normativa kafkhiana, ci sarà e ne prendiamo atto. Quest’anno copriamo, per l’anno prossimo l’assessore ha scaricato sulla prossima amministrazione. Se ci sarà il centrosinistra l’aumento sarà dopo le elezioni, se ci sarà il centrodestra ci penseranno loro. Sul Lascito Mariani, concentriamoci sul fatto che l’accordo con la ASL non prevede né Città della salute né altro ma opere durevoli in ottemperanza al Lascito. Su questo non si fanno sconti, non li fa neanche il centrodestra cittadino. Il vecchio ospedale è un’altra partita. Sul bilancio consolidato: è un’altra corvee per i consiglieri visto la difficoltà di consultazione. E’ un atto tecnico ma in concreto il comune deve fare fronte. Voto no”. Marco Gasperi, consigliere del Gruppo Misto: “Ogni aggettivo lo accetto ma non strategico perché qui non c’è niente. I soldi che abbiamo messo sulla Tari sarebbero potuto andare altrove. Ci autocelebriamo per 100mila euro ma ne avete bruciati 291mila del Lascito Mariani per ricomporlo. Questo è uno scivolone enorme e ancora peggio più volte avete parlato degli interessi del Lascito Mariani da utilizzare per la città. Ma il dirigente ci dice che questa cifra non esiste perché è stata utilizzata per pareggiare il bilancio. Manca completamente la comunicazione, la trasparenza, la condivisione. Tofanelli ha lasciato cifre importanti in sospeso. I soldi non sono dell’assessore, sono dei cittadini, sono sempre loro che pagano alla fine. Voto no”. Mirco Pescari, capogruppo del PD, ha precisato: “Negli equilibri non c’è niente di strategico, è una verifica. Si pone in un anno difficile, non imputabile a sindaco, Giunta o maggioranza. Il Covid ha stravolto la vita a tutti. Ma se l’Amministrazione è in equilibrio questo va a favore del cittadino. Sul Lascito: se dobbiamo ricomporlo delle spese interne alla gestione, è stata la giustizia ad attribuirglielo con più sentenze. Appartiene alla logica dire che queste risorse ci devono essere restituite da chi prende il Lascito. Qui c’è lo spazio eventuale del contenzioso. Sulla Tari: l’Auri ha stabilito che il nostro aumento deve essere del 3,2%: i 246mila euro di spostamento della Tari 2020 che diviso per le famiglie tifernati diventerebbe un aumento di 20 euro. Ma che pagherà il Comune. A Perugia stanno arrivando i conguagli di 100, 200 euro alle famiglie. La scelta dell’aumento è di natura burocratica non politica. Dal Governo siamo già a 5 ristori, dalla Regione aspettiamo il primo. Il comune, sebbene amministrato bene come Città di Castello, può risolvere i problemi generati dal Covid”. Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha detto: “Nell’assestamento non ci sono i mutui e i 200mila euro circa del Fondo per la locazione. Arera decide i costi ma gli 8 milioni della Tari non dipendono dall’aumento e altri comuni pagano molto meno. Il comune doveva ridurre i costi della Tari non incrementarli. L’Isee del rimborso Tari è stato aumentato a 16mila euro ma si potevano dirottare qui i 450mila euro che avete riservato ai CVA. A Polisport è in aumento il fondo per il Trattamento di fine rapporto anche se non ha assunto nuovo personale, e così anche in Farmacie Tifernate. SOGEPU invece lo riduce”. Luciana Bassini, assessore alle Politiche sociali, ha confermato aumento dell’ISee per rimborso Tari e delle risorse”. Ursula Masciarri, consigliera del PSI, ha espresso apprezzamento per il bilancio: “L’Amministrazione ha scelto di ricomporre il Lascito o riconsegnato alla ASL, aprendo all’eventualità del contenzioso. Abbiamo fatto una scelta di prudenza ma nella delibera si fa espressa riserva di valutare la strada del contenzioso per recuperare le spese legali. In questo bagarre giudiziario il Comune è entrato su richiesta del giudice, quando è stata riconosciuta all’ente la titolarità giuridica del Lascito. Nel 2014 il sindaco manda una lettera alla ASL per prendersi il lascito e chiedendo il ristoro delle spese legali. A cuor leggero voto il bilancio, con particolare convinzione anche l’aspetto del Lascito”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia: “Tante chiacchiere e poche concretezza. Se il documento sul Lascito non viene approvato la Giunta potrebbe cadere. Le giustificazioni sono sempre le stesse ma il ritorno sui cittadini è quasi nullo, insufficiente in una situazione di emergenza. Sulla Tari sconti minimi e inefficienti, sul bilancio di Sogepu florido ci aspettavano una diminuzione delle tariffe che non c’è. Sul Lascito Mariani proclami ma solo una diminutio del lavoro del Lascito, non a causa solo nostra. I cittadini non hanno avuto nessun aiuto aggiuntivo e questo rattrista”. Gaetano Zucchini, capogruppo del Gruppo Misto, ha detto: “Non si può ridurre tutto al Lascito Mariani. Nella storia di questa Amministrazione c’è tanta attenzione per le categorie deboli e politiche economiche sostenibili. L’investimento sul Lascito è stato in progettualità. Il confronto con la ASL è aperto. Ringrazio Tofanelli per avere dimostrato lo sforzo che è stato fatto. L’aumento ridotto della Tari è una cosa poco decifrabile. Dobbiamo essere soddisfatti di questo assestamento che dimostra di saper gestire le risorse in un momento terribile”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, ha detto: “Il nostro giudizio è negativo nonostante la convicente ricostruzione di Masciarri. Ma la narrazione politica della Giunta è stata diversa da quello che ha fatto in concreto. Tari: narrazione di grandi sgravi sulle famiglie ma c’è un aumento per i cittadini, forse non oggi ma domani. L’aumento nasce dalla certificazione di Sogepu di un aumento dei costi, avallato dall’assemblea dei sindaci. Alcuni introiti delle Farmacie vengono lasciati per un’operazione che non ha citato ma che forse è l’acquisto di una nuova farmacia. Questa è una strategia non una verifica. Nella narrazione le Farmacie finanziano ed invece è il Comune che le finanzia rinunciando ad introiti, che potrebbero essere utili nella crisi generale del Covid. Narrazione politica sul Lascito Mariani: grandi progetti ed invece dobbiamo passarlo alla ASL. Abbiamo avuto spese legali per acquisrlo, poi per il parere pro veritate e poi per il contenzioso per la restituzione delle spese legali. Per non parlare degli interessi, che c’erano per la narrazione politica, ma ci è stato detto che non è vero”. Filippo Schiattelli, capogruppo dei Civici di Città di Castello: “L’amministrazione non si è dimenticata dei più deboli, facendo pagare l’Irpef ai redditi tra 13mila ai 15mila che l’anno prima non pagavano le tasse. Quest’anno e in questo contesto storico il Comune di centrosinistra gliele farà pagare. Se oggi avessi potuto usare il Lascito potevo non scaricare l’Irpef sui cittadini. La ASL che ha competenze sanitarie ci dirà come voleva la signora Mariani in che modo utilizzarli per alleggerire le sofferenze dei cittadini. Perché trasferire la somma nella sua interezza? Si eroghi volta per volta sui progetti decisi dalla Commissione. Non abbiate paura di puntare l’eccellenza nei trattamenti sanitari, facendo onore all’impegno di tanti operatori. La politica non può nascondersi”. Giorgio Baglioni, capogruppo della Lega, ha detto: “Senza entrare nel merito, è un mero esercizio contabile poteva essere fatto di più con più coraggio per dare fiducia alle generazioni future. Sono state messe solo delle toppe nel presente per porre le basi per una ripartenza”. Nella replica Tofanelli ha detto: “Nel sociale abbiamo fatto tantissimo e non mi sembra che ci siano criticità elevate. Sul Lascito mi sembra inaccettabile che non ci vengano restituite le spese legali. Lasciamo un bilancio in ordine, sostenibile in un momento difficile e non prendo impegni per chi verrà. Sulle Farmacie, l’utile era di 129mila euro e ne abbiamo presi 80mila. C’è una previsione che si possa valutare l’acquisto di una farmacia e se deve essere fatta una consulenza o altre attività, abbiamo le risorse. Sull’Irpef quasi ne sono pentito ma i saldi sono gli stessi. Dai cittadini nel 2020 non abbiamo preso un euro in più”.

Il sindaco Luciano Bacchetta in chiusura “Il bilancio è in ordine e ho sentito cose incredibili, come imputare al Comune la responsabilità di norme nazionali. Comunque, rispetto alla Tari ma più in generale, io credo che avremmo la capacità di attenuare gli effetti di provvedimenti presi altrove. Le tasse dei Tifernati sono le più basse dell’Umbria. C’è un limite alle mistificazioni. Il Lascito Mariani non c’entra nulla con l’oggetto della votazione, che riguarda gli equilibri di bilancio. Preciso che una sentenza della Cassazione ce lo ha attribuito nel 2014. Poi non c’è stata lentezza ma l’impossibilità di poterlo spendere perché il Comune non ha vocazione sanitaria, l’unico modo è la convenzione con la Regione per impiegarli di comune accordo. Come abbiamo fatto. Il programma di legislatura verrà completato, siamo in dirittura d’arrivo su tutti gli obiettivi. I ritardi sulla piastra logistica dipendono dalla Regione che non ha pubblicato il bando”.

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