Mar. Dic 1st, 2020

Mense e trasporti scolastici. interpellanza di Lignani (Fd’I): “rivediamo la quota”, Cestini: “grande sforzo per sicurezza e qualita’”

“A pensar male la data del 14 agosto per la scadenza dell’iscrizione ai servizi di trasporto e mensa scolastici è studiata apposta per sopire polemiche e mugugni. Di certo è un termine infelice come infelice è la conferma di 60 euro per il trasporto e di 56 euro per la mensa per l’iscrizione a servizi di cui l’anno scorso si è usufruito solo in parte vista la nota emergenza sanitaria” ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Lignani Marchesani nel consiglio comunale di Città di Castello, riuniti lunedì 16 novembre 2020. “E ancor più se si pensa ad un anno scolastico 2020/2021 con linee guida confuse, senza certezze e con l’assai probabile svolgimento delle lezioni anche lontano dalla sede scolastica e a domicilio. Un servizio di cui si usufruisce meno con lo stesso prezzo è un servizio (essenziale) il cui costo è aumentato con buona pace delle trionfanti affermazioni della Giunta comunale sulla presunta invariata della pressione fiscale e tributaria sulle famiglie tifernati”. “Inoltre, – ha aggiunto illustrando l’interpellanza – non va dimenticato come un simile balzello sia oggi assai più gravoso di un anno fa viste le diffuse difficoltà economiche anche per il fatto che queste quote di iscrizione prescindono da reddito e composizione del nucleo familiare colpendo di fatto maggiormente i più deboli e svantaggiati. Occorrono quindi delle rettifiche in corso d’opera sulle quote mensili e sui buoni pasto e all’uopo è stata presentata in data odierna un’apposita interrogazione”. Nella risposta l’assessore ai Servizi Educativi Rossella Cestini ha detto che “Il 14 agosto è inusuale ma è sempre stato cosi e quest’anno c’era maggior bisogno di conoscere le iscrizioni perché la gestione era comprensibilmente più complessa. Non sapevamo in che modo il Covid avrebbero potuto incidere su questa varabile. Naturalmente sono state accettate anche quelle che hanno fatto domanda dopo. Il pagamento dell’iscrizione per i trasporti è 60 euro per tutto l’anno; poi c’è la questione legata alle quote trimestrali. Per le mense scolastiche 56 euro è l’iscrizione per chi 5 giorni alle settimane e decresce fino a 32 euro per chi fa un unico rientro. Il costo del pasto è 3,80 euro, sotto i 4 euro a differenza degli altri comuni. Se non c’è scuola il buono viene mantenuto o rimborsato e ci sono tante agevolazioni per la situazione familiare. Con due figli per il secondo c’è il 10% in meno, il terzo figlio gratuito. Le situazioni di difficoltà con Isee hanno il servizio di solidarietà che è dentro l’appalto per l’8% dei pasti. Il trasporto va in base all’Isee e ha una tariffa e rate diversificate a seconda dell’ordine scolastico e della frequenzafino ad un massimo di 147 euro, con rimborso se il servizio è sospeso. L’organizzazione è stata difficile con maggiore personale: per lo sporzionamento 96 unità in più perché c’è un processo di sanificazione particolare e c’è il costo delle sanificazioni. Ogni giorno i mezzi costano da 24 a 30 euro a mezzo. Ora per la secondaria di primo grado è fermo e abbiamo rimodulato con maggiore sicurezza la primaria. Il lavoro che viene fatto per i servizi scolastici è di qualità ed abbiamo anche rimodulato anche i menù”. Marco Gasperi, consigliere del Gruppo Misto, ha parlato dei servizi mensa: “Ribadisco che il servizio mensa ha sempre avuto problemi, anche segnalato il problema dei pasti di solidarietà, ora vedo che l’avete attivato, ma c’era anche prima del Covid. Anche il servizio alla data del 14 agosto assume un impegno verso le famiglie: il menù non è di qualità. Andiamo a mangiare con loro una settimana e vediamo. Il ragù non porta il Covid. Il problema c’è: non facciamo i primi della classe con il buono pasto basso e proponiamo 4 giorni di fila pasta in bianco. Diciamolo che ci sono dei problemi e si vedono”. Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha detto: “Alcuni hanno molto bonus, ora se si aggiunge anche questo dei buoni pasto sono troppi, perché alla fine diventa ricco, rispetto agli altri che pagano. Ho verificato le spese del lock down e c’è stato un avanzo di 25mila euro. Che fine hanno fatto?” ha detto rivolto all’assessore alle Finanze Vincenzo Tofanelli “La Regione ha bloccato i trasporti e messo a bilancio più di 220mila euro. Ora il gestore li ha chiesti. E i nostri gestori?”. Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, ha detto: “I trasporti avrebbero dovuto essere riorganizzati? Come sono stati riorganizzati per gli studenti in presenza con il tetto del 50%?. Abbiamo previsto che i trasporti avrebbero dato problemi sul fronte del contagio. I 15 minuti limite sono nell’arco della giornata non continuativi. Bisognava riflettere di più su questa questione e chiedere maggiori precauzioni. La revisione annunciata oggi è tardiva. Che farà Città di Castello?”. Luciano Tavernelli, consigliere comunale del PD, si è detto d’accordo “ su altri metodi per calcolare la tariffa, siamo stati sempre attenti sulla base dell’Isee. Il trasporto è puntuale e progettato sulle esigenzee delle famiglie, non prevede punti di raccolta. Ha funzionato bene e si adegua alle direttive Sulle mense, Città di Castello è stato oggetto di studio per l’avanguardia del servizio, con organismi di partecipazione dei genitori. Il cibo somministrato è supervisionato da esperti e con garanzie di sicurezza e qualità alimentare altissimi. Bene o rimborsi o l’uso nell’anno successivi per il mancato utilizzo. Il Covid ha costretto tutti ad improvvisare. Il problema del trasporto esiste”. Vincenzo Tofanelli, assessore alle Finanze, ha precisato che “tutto ritorna in bilancio anche se sa che siamo in disavanzo di 400mila euro e sono stati usati per contenerlo. Rispetto al trasporto pubblico locale, chi non ha effettuato il servizio abbiamo ridotto il corrispettivo ma la Regione chiede a noi e noi alla Regione, che non ha tolto né tasse né addizionali a differenza del Governo”.

L’assessore Cestini ha detto: “Le dichiarazioni di Gasperi sono inaccettabili. Abbiamo una mensa certificata biologica e per questo prendiamo anche un contributo dal Ministero dell’Agricoltura. Abbiamo modificato il menù e forse c’erano troppe paste in bianco, il comitato di valutazione mensa può andare nei punti di produzione e verificare e ogni due mesi facciamo un monitoraggio e modifichiamo. Anche lo sporzionamento è misurato sull’età. La solidarietà è stata garantita con la lotta allo spreco. Stiamo lavorando ad un regolamento per collegare buono pasto con servizi sociali. Sui trasporti scolastici la sicurezza c’è al 99%. Il problema è il trasporto pubblico non scolastico. Stiamo aspettando anche la Regione che cosa decide sulla scuola secondaria di primo grado. Siamo sempre aperti a migliorare e a rivedere, non ci interessa dirci bravi”.

Lignani ha concluso: “Non sono soddisfatto perché riguardava la quota del secondo figlio che non va a coprire la quota fissa in tutto l’anno scolastico. Ad Agosto queste cifre scomodano, specialmente in questo anno. Non pretendevo di dire che si tolga questo costo ma alla luce di ulteriori soldi che arriveranno nel comune, ma mi aspetto che l’assessore Tofanelli e il presidente della Commissione Programmazione Minciotti convochino una commissione per capire come adoperare questi soldi.

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