Mer. Dic 2nd, 2020

Venerdi 30 ottobre manifestazione delle scuole di danza umbre a Città di Castello

Venerdì 30 Ottobre, in numerose piazze italiane scendono a manifestare i lavoratori dello spettacolo dal vivo: ad essi si sono associate le scuole di danza di tutta Italia in un coro univoco di protesta e di richiesta di aiuto, vista l’urgenza del momento.
Anche le scuole di danza della nostra regione aderiscono a questa iniziativa, e quelle dell’Alta Umbria scenderanno in piazza Matteotti a Città di Castello ( dalle 10h00 alle 11h00 ) per manifestare contro la grave situazione che si è venuta a creare in questi ultimi giorni con il reiterarsi delle restrizioni dovute all’emergenza corona virus.
Lo stop subito durante il primo lock-down aveva già fortemente penalizzato il nostro settore – quello delle scuole di danza – che in Italia vivono in un limbo istituzionale che urge un quanto più immediato inquadramento, e ora i problemi si ripropongono con insistente urgenza. Attualmente le scuole di danza sono costituite al 99% dei casi come associazioni sportive dilettantistiche, quindi fanno riferimento al Ministero dello Sport: accade però che le scuole di danza vengano assimilate alle palestre, per cui ogni regola emanata per quest’ultime si riflette sul nostro operato, nel bene quanto nel male, e senza tenere conto di quelle che sono veramente le nostre realtà.

Vogliamo quindi con forza ribadire quanto segue:

le nostre scuole di danza sono luoghi assolutamante sicuri: innanzitutto perché nella maggior parte dei casi le attività didattiche avvengono in ambienti ad uso esclusivo della danza, il che permette una applicazione dei protocolli anti-covid più rigida e accurata, dal controllo degli accessi alle azioni di sanificazione;
le nostre scuole di danza sono un luogo di formazione indispensabile per l’equilibrio psico-fisico dei nostri giovani: negare questo diritto ai nostri allievi significa precluderli alla formazione fisica, artistica, culturale nonché all’aggregazione sociale necessari alla crescita armoniosa che li renderà gli adulti di domani;
le nostre scuole sono motivo di sostentamento economico per tutti gli operatori che vi lavorano, docenti, collaboratori tecnici ed organizzativi, aziende che producono esclusivamente per il nostro comparto: insegnare non è solo la nostra passione, è anche lo strumento con cui ci garantiamo il nostro pane quotidiano. Per poter esercitare tutto ciò, in una fase di emergenza come questa in cui viene imposto uno stop alle attività, anche noi abbiamo bisogno di aiuti adeguati che possano garantire la copertura delle spese vive quali i canoni di affitto, le utenze, nonché un indennizzo proporzionato ai mancati rimborsi. Nel caso specifico dei canoni di affitti, devono essere fatti interventi anche per le associazioni sportive dilettantistiche che hanno optato per i regimi agevolati e che quindi non possono beneficIare di credito di imposta.

Quello che noi rivendichiamo è anche:
il giusto ed adeguato riconoscimento che renda onore all’impegno che noi tutti prodighiamo quotidianamente allorquando investiamo le nostre vite, le nostre energie, nella formazione e nella educazione dei nostri giovani, che sono poi i vostri figli; in questa emergenza sanitaria siamo anche noi in prima fila, silenti ma resilienti, e siamo consapevoli dei rischi che corriamo ogni giorno ma che affrontiamo consapevoli del ruolo che svolgiamo e del compito che ci siamo assunti;
rivendichiamo il diritto ad esercitare la nostra professione per la quale ci siamo formati con anni di studi, lunghi percorsi formativi che ci autorizzano ad un lavoro equiparabile ad ogni altra nobile professione; pertanto chiediamo che venga fatta chiarezza in seno a chi ci governa affinché il contesto delle scuole di danza abbia una sua identità univoca, riconosciuta, rispettata e sostenuta quale indispensabile strumento formativo nel percorso di crescita del giovane;
rivendichiamo infine il diritto ad essere quello che siamo, artisti coreuti, messaggeri di un’arte – la danza – considerata da sempre la madrina di tutte le arti.

Questo nostro manifestare oggi in piazza significa per noi ribadire che di arte si vive, e ci aiuta anche a sopravvivere contro ogni avversità contingente come in questo difficile momento. Non possiamo relegare l’arte dello spettacolo dal vivo – che noi qui rappresentiamo come formatori degli artisti di domani – a qualcosa di superfluo che si può così facilmente annientare: noi tutti siamo consapevoli, e lo gridiamo a gran voce, che l’arte è il colore della vita, il sale della conoscenza, l’ingranaggio misterioso che da sempre muove l’uomo verso il futuro, senza il quale saremo destinati ad una triste ed oscura esistenza.
Per questo ci uniamo in uno sforzo comune che possa garantire un futuro luminoso a noi, ai nostri giovani e al mondo intero, un futuro che dobbiamo imparare a ricostruire assieme al di là di ogni contingente difficoltà.

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