Lun. Mar 8th, 2021

Altotevere dimenticato: Andrea Menconi (Pendolari Altotevere) “ma le nostre aziende di trasporto locale conoscono la parola pendolari?”

“Da alcuni anni a questa parte i protagonisti e i comprimari di quella sconclusionata ed interminabile fiction che è ormai diventata il trasporto locale hanno mostrato di aver imparato a memoria tutte le battute che hanno per oggetto l’imprescindibile “piano industriale”, l’auspicato “risanamento dell’azienda” e l’immancabile “rilancio del
servizio” ma, ahimé, si sono completamente dimenticati la parola più importante per un’azienda di trasporto pubblico locale: la parola “pendolari”, vocabolo di cui in Umbria sembra essersi perso il significato.
Lo dimostra un’infinita serie di episodi che si stanno susseguendo nell’Altotevere, un’area che storicamente ha da sempre registrato un’alta percentuale di lavoratori e studenti pendolari che convergono quotidianamente nel capoluogo: treni lumaca anche nelle tratte interessate da recentissimi lavori, stazioni a dir poco fatiscenti e con
i servizi igienici inesistenti, servizio su gomma con orari ballerini, fermate soppresse all’ultimo momento, che costringono gli utenti ad organizzarsi con i mezzi propri.
Sembra quasi che, nonostante le altisonanti promesse e i ripetuti annunci di
amministratori e vertici societari, si stia facendo di tutto per scoraggiare l’uso del mezzo pubblico da parte degli utenti, come se una compagnia teatrale facesse affiggere dei manifesti invitando la gente a disertare lo spettacolo perché non ne vale la pena… insomma, un’assurdità che ha del paradossale. I pendolari umbri pretendono rispetto e chiedono che tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti in questo settore si impegnino seriamente per capovolgere il trend negativo:
per questo una volta esaurita la fase di ripristino e di ammodernamento, sulla quale adesso giustamente si è concentrati, sarà fondamentale fare opera di convincimento con una campagna mediatica rivolta all’opinione pubblica ma soprattutto con i fatti per recuperare quote di mercato, che in questi ultimi anni si sono molto assottigliate, e recuperare attrattività convincendo l’utenza a fare uso del trasporto pubblico,
specialmente quello su ferro, che è competitivo, concorrenziale, moderno, economico ed ecologico.
E per ottenere questo si dovrà lavorare sulla qualità del servizio, sulla velocità, sulle frequenze e dovrà essere immaginata una serie di incentivi che rendano nuovamente appetibile e competitivo questo servizio, con agevolazioni per gli studenti, per i pendolari e per gli ultasessantenni”.

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