Gio. Mar 4th, 2021

Loggiato Gildoni a Città di Castello: il PD chiede interventi su porte, volatili e servizi igienici

Loggiato Gildoni in consiglio comunale a Città di Castello: nella seduta di lunedì 19 ottobre 2020, gli esponenti del Pd di Città di Castello Luciano Tavernelli e Massimo Minciotti hanno posto in evidenza la situazione del Loggiato Gildoni in particolare chiedendo se il controllo delle telecamere è attivo. Le porte scorrevoli sono state spesso danneggiate e questi atti vandalici le rendono in manutenzione permanente. Inoltre la riqualificazione dei bagni pubblici non è mai decollata. Pianifichiamo la riqualificazione anche a pagamento, secondo le direttive europee, ponendo particolare attenzione ai bagni per disabili, persone di per sé ostacolate dalla presenza di barriere architettoniche. Nonostante i numerosi e costosi interventi, con investimenti complessivi di 176 mila euro finanziati dal Gal Alta Umbria, il loggiato rischia una situazione di degrado che non ci possiamo assolutamente permettere e che favorisce di nuovo l’ingresso e la presenza di volatili, vanificando tutta la sanificazione e le opere realizzate”.


L’assessore al Patrimonio Monica Bartolini ha risposto: “Non sono più presenti volatili, grazie anche agli interventi di ripristino delle porte scorrevoli. Rispetto ai servizi igienici pubblici, sono stati sistemati e riqualificati. Ci sono stati volontari dell’AUSER e dipendenti della Cooperative del Verde ma una persona 24 ore su 24 è molto difficile. Per questo stiamo valutando, come avviene in altre città anche estere, l’installazione di bagni autopulenti a gettoni. Abbiamo chiesto preventivi che sono arrivati in questi giorni. Valuteremo anche con l’assessore al Bilancio. Le telecamere sono una soluzione ma rimangono criticità. Non ci sono internamente ma solo esternamente”. Nella replica Tavernelli ha parlato “delle Logge come uno spazio che non riesce a decollare. E’ la galleria del centro storico ma nonostante i recenti investimenti, gli ultimi quasi 200mila euro, la ristrutturazione dei locali, gli spazi inferiori sono abbandonati. Il problema dei volatili non è stato risolto: i piccioni passano e nidificato e i lavori per evitarlo sono stati inutili perché le porte non sono montate in modo corretto. I bagni si autofinanziano. I bagni autopulenti non sono la soluzione. Devono essere custoditi e a pagamento, un euro. Chiediamo poi le telecamere. Individuiamo anche altre zone, tra cui gli ex pallai. Nella zona del plateatico vanno riattivati e alla stazione ferroviaria. Sono bagni pubblici da mettere in rete per un servizio all’altezza del 2020”.

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