Mar. Ott 20th, 2020

Il futuro della cooperazione internazionale in Sahel. Grande successo per una settimana di iniziative organizzate da Tamat NGO per la conclusione del progetto

“Il futuro della cooperazione internazionale in Sahel”, un’intera settimana di incontri, dibattiti, mostre, proiezioni dedicata ai risultati conseguiti dal progetto “AwArtMali”, finanziato dalla DG Home Affairs, Migration and Security Funds, Financial Resources and Monitoring, Union actions attraverso il fondo Asilo Integrazione e Migrazione (AMIF) della Commissione Europea, è stata semplicemente un successo. Le iniziative, organizzate da Tamat NGO, capofila del progetto, e andate in scena tra Perugia e Città di Castello dal 21 al 25 settembre 2020, hanno suscitato interesse e partecipazione non solo per la qualità dei temi trattati, ma anche per la capacità di ritornare nei luoghi della cultura e della socialità, cinema, biblioteche, chiostri, un fatto assolutamente non scontato nell’attuale fase di emergenza sanitaria.

L’organizzazione complessiva è stata capace infatti di coinvolgere il mondo della scuola, come nel caso  dell’Istituto Tecnico Aldo Capitini di Perugia attraverso la proiezione estratto del video documentario TAMADENW (figli del viaggio) e il protagonismo diretto degli studenti, ha favorito dibattiti di grande livello sulle prospettive della cooperazione in Sahel grazie ai confronti svolti a Perugia e Città di Castello con il contributo straordinario dei rappresentanti delle diaspore e di ospiti di grande prestigio come il giornalista Andrea De Georgio e il direttore di Africa Rivista Marco Trovato, ha offerto mostre fotografiche significative e coinvolgenti come nel caso del fotoreportage de “Il viaggio dentro”  di Paolo Saglia.

Di grande importanza  la conferenza finale “Dialoghi su AwartMali: un progetto per il presente e il futuro di migrazione e sviluppo in Mali”
, un appuntamento in cui tutti i partner hanno condiviso il lavoro svolto e le esperienze concrete di un progetto capace di creare sul campo un network locale che ha favorito consapevolezza in merito ai rischi della migrazione tra la popolazione del Mali e i migranti dei paesi limitrofi: Fondazione Ismu  (Istituto di studi sulla Multietnicità) ha illustrato le modalità e i dati dell’indagine svolta  su testimoni privilegiati, istituzioni e associazioni che operano nel campo della migrazione in Mali,  Giusti Eventi ha presentato i prodotti  della campagna comunicativa e  la creazione dell’app TAMA365 con cui è possibile per la popolazione locale informarsi sulle possibilità di investire nei loro territori le rimesse delle diaspore e sulle opportunità di lavoro e di ricongiungimento, Farneto Teatro ha raccontato il tour nei villaggi e territori dell’interno del Mali dello spettacolo teatrale itinerante “TUNKA, l’aventure”, che ha coinvolto direttamente attori e musicisti pan-africani che hanno permesso di entrare in diretto contatto con le popolazioni locali beneficiarie dell’azione progettuale.  Decisivo il confronto con i rappresentanti delle diaspore e la ONG di sostegno LE TONUS per le iniziative future.

E proprio sul futuro si è concentrato il contributo del direttore generale di Tamat Piero Sunzini che ha colto l’occasione della conferenza finale per sottolineare la necessità di dare continuità concreta al progetto in una prospettiva di autonomia e sostenibilità. Questo perché il successo e la lungimiranza del progetto “AwArtMali”  hanno avuto origine dall’attivazione del network locale, quell’insieme cioè di partner e soggetti anche della società che continueranno a gestire richieste specifiche alla cooperazione internazionale per rispondere ai bisogni di creazione d’opportunità concrete per garantire la permanenza in Mali dei potenziali migranti.

In questo senso, Tamat ha già anticipato i tempi. Un nuovo progetto, finanziato dal Ministero degli Interni sarà focalizzato alla creazione di opportunità di lavoro in campo agricolo e nel settore dell’artigianato, coinvolgendo il network di “AwArtMali” costituito alla fine del progetto tra i principali stakeholders in Mali come struttura d’orientamento e di direzione delle differenti iniziative sul campo.

Un’idea quindi di cooperazione a tutte le latitudini capace di passare dall’informazione alla creazione di opportunità.

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