Sab. Ott 24th, 2020

Scuola ai tempi del Covid-19: Viva Monterchi Viva “gestione pandemia da parte dell’amministrazione totalmente insufficiente, solo tagli e nessuna prospettiva”

Le difficoltà economiche del nostro Comune sono note da tempo e le conseguenze evidenti a tutti i cittadini: scarsa manutenzione della cosa pubblica, cantieri avviati e lavori mai conclusi, musei chiusi nel pieno della stagione turistica con un ulteriore senso di abbandono del centro storico. Con l’inizio dell’anno scolastico la mannaia dell’Amministrazione è arrivata a colpire direttamente le famiglie, già alle prese con enormi problematiche e paure dovute all’inizio della scuola in epoca di Covid-19.


Due sono le sorprese con le quali, è proprio il caso di dirlo, dovranno fare i conti i monterchiesi. La prima è l’eliminazione del servizio di trasporto scolastico per la scuola dell’infanzia per motivi che vanno dal “tasso di rischio elevato per l’attuazione del servizio” ai “principi di economicità dell’azione amministrativa”, come riportato nella delibera di giunta del 2 settembre scorso. Vogliamo far notare che i comuni limitrofi il servizio continuano a garantirlo e tra questi c’è Monte Santa Maria, che con un pulmino nuovo e funzionale trasporta ogni giorno i bimbi nel nostro asilo.


L’altra amara sorpresa è l’aumento dei buoni mensa da 3 e 5 euro per tutte le scuole del plesso, previsto in una delibera datata 21 agosto. Anche in questo caso la motivazione è il Covid-19, o meglio le onerose procedure per rispettare i protocolli di sicurezza. A questo punto è però necessario fare alcune considerazioni: nell’anno scolastico in corso il Comune spenderà per la mensa circa 112.000 €, comprensivi della gestione della mensa e della fornitura di materie prime e beni di consumo, a carico della ditta appaltatrice.


Nell’anno scolastico precedente il costo complessivo del servizio mensa, poi interrotto con il lockdown, sarebbe stato di circa 100.000 €, con la differenza che a fornire le materie erano i commercianti di Monterchi, quindi con ricadute positive per l’economia locale.
A cosa è dovuto questo aumento esagerato dei buoni mensa? Dall’Amministrazione traspare il messaggio che l’aumento dipenda dal costo di confezionamento dei cibi. Questa operazione è però compresa nell’appalto da 112.000, per cui la giustificazione non è credibile.


Ci sono anche altri punti che l’amministrazione dovrebbe chiarire. Il personale della mensa sarà impiegato per meno ore e quindi percepirà uno stipendio inferiore. Questo aspetto, unito alle mancate ricadute locali sulla fornitura dei prodotti, rende inspiegabile l’operazione condotta dal comune. In sostanza si spenderà all’incirca il 12 % in più ma si taglia drasticamente sul personale e si aumenta del 66% il buono mensa a carico delle famiglie.


La mensa per un bimbo della scuola dell’infanzia costerà circa 100€ al mese, tante famiglie spenderanno molto di più dal momento che più figli frequentano la scuola. Un aumento inaccettabile a danno delle famiglie, già in difficoltà per il particolare momento, e della nostra scuola, che necessariamente subirà ulteriormente la “concorrenza” degli istituti vicini. Invitiamo l’Amministrazione Comunale a rivedere questa scelta e ad aprire un confronto su questo argomento all’interno delle commissioni e del consiglio, nella massima trasparenza e partecipazione. Ricordiamo infine che sul programma di Insieme per Monterchi alla voce Scuola e Famiglie era scritto “mensa in loco, trasporto scolastico diffuso, costi contenuti”. Dopo quello dei “conti a posto” un altro caposaldo prontamente smentito dai fatti.

Commenti
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: