Sab. Ott 24th, 2020

L’export della provincia di Arezzo nel secondo trimestre 2020: la prima fotografia dell’impatto dell’emergenza sanitaria

Nel secondo trimestre 2020 il valore complessivo delle esportazioni della provincia di Arezzo si è attestato a oltre 2,2 miliardi di euro, in crescita del 6,2% rispetto allo stesso periodo del 2019.
“Considerato che il trimestre preso in esame – sottolinea il Presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena Massimo Guasconi – è quello nel quale si dovrebbero essere manifestate in maniera più marcata le conseguenze delle emergenze economiche (nazionale e dei principali mercati di riferimento) causate dal Covid 19, il risultato a prima vista potrebbe lasciare piuttosto sorpresi. Esaminando in dettaglio le varie voci dell’export aretino si scopre, però, che il segno positivo è generato in maniera preponderante dalla voce più rilevante, i metalli preziosi, che continuano a crescere in maniera decisa (+80%), analogamente a quanto già visto nel primo trimestre dell’anno (+85%). L’aumento del prezzo dell’oro ha influenzato in maniera importante, ma non determinate, questo incremento: nel secondo trimestre, infatti, le quotazioni del metallo prezioso sono cresciute del 33,5% nelle quotazioni in euro (+29,3% nel semestre). Il risultato della provincia di Arezzo, per il settore dei metalli preziosi, è quindi estremamente positivo se si considera che è maturato in una fase di debolezza complessiva del mercato: nel secondo trimestre, infatti, la domanda mondiale di oro ha presentato una flessione dell’11% che ha interessato tutti le principali tipologie di utilizzo (gioielleria in particolare) con la sola eccezione del ramo finanziario (ETFs).”
“Per quanto concerne invece gli altri due settori più importanti per il nostro export, oreficeria e moda – evidenzia il Segretario Generale Marco Randellini – le ripercussioni della crisi, come già preventivato, sono più evidenti. Il settore orafo, nonostante la robusta spinta del prezzo dell’oro, accusa infatti un calo delle vendite all’estero del 73,6%, portando così il consuntivo semestrale a -44,6%. La tendenza accomuna, in ogni caso, tutti i distretti produttivi nazionali: le esportazioni di Vicenza scendono del 66,2%, quelle di Alessandria del 70,7%. Anche per la moda il dato è fortemente negativo: a livello aggregato nel secondo trimestre si ha una diminuzione dell’export di circa il 30% a cui non sfugge nessuna specializzazione produttiva: l’abbigliamento cede il 21%, la pelletteria il 25,8%, le calzature il 43,3% e per finire il tessile il 53,8%. E comunque importante che in un periodo così critico per la pandemia Covid 19, quale è stato il trimestre aprile-giugno 2020, alcuni settori siano riusciti a mettere a segno un risultato positivo: stiamo parlando dei prodotti alimentari (+38,4%), dei prodotti chimici (+21,4%) e di quelli farmaceutici (+51,7%). Sostanzialmente stabile è stata l’elettronica (-0,2%) mentre negli altri settori la crisi ha lasciato il segno: agricoltura -13,2%, bevande -15,6%, legno e prodotti in legno -33,4%, prodotti di carta -39,6%, articoli in gomma e plastica -18,8%, apparecchiature elettriche -30,9%, autoveicoli e altri mezzi di trasporto -37%, mobili -54%. Un quadro complessivo certamente molto delicato ma che presenta alcuni spunti di minore negatività ad iniziare da una contrazione che, anche al netto della oreficeria e dei metalli preziosi, registra un -20,1% e quindi meno marcata rispetto al -27,8% del dato nazionale e del -29,2% di quello toscano.”

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