Mar. Ago 3rd, 2021

Annalisa Costa (presidente Comitato Pendolari Stufi) scrive all’Onorevole Marchetti (Lega) per chiedere svolta definitiva su FCU

La fotografia dell’Italia nell’era Covid 19 emerge dai numeri che ci vengono forniti dall’Istat.

Nel mese di marzo 2020 il settore dei mezzi di trasporto nella nostra penisola segna un – 45,7% dandoci la prova tangibile che il settore sta soffrendo.

Il settore trasporti nella nostra Regione però stenta da prima dell’arrivo del virus con la corona che comunque ha accentuato ancor più l’isolamento della nostra Umbria.

Più volte infatti noi del Comitato Pendolari Stufi ci siamo lamentati delle lacune del servizio trasporti… l’ultimo intervento risale al mese di gennaio in cui ci è stato concesso l’incontro con il nuovo Assessore ai Trasporti.

Ora, a maggio del 2020 ci vediamo d’accordo con i punti evidenziati pochi giorni fa dall’Associazione il Mosaico tramite una lettera a cui voglio accodarmi e far presente agli stessi destinatari.

Di sicuro il Sig. Reali, molto più pratico a livello tecnico, ha rimarcato molti punti da noi condivisibili.

I pendolari a loro volta, devono vivere giornalmente con non pochi problemi subendo la situazione pessima in cui gravano i trasporti, constatando purtroppo troppa burocrazia e troppe incertezze che non scemano.

L’incontro con Melasecche è stato di sicuro positivo e, personalmente, ho sempre affermato che trovarsi nella sua situazione non deve essere per niente facile perché costretto ad affrontare problemi e beghe tralasciate scempiamente dai predecessori. A quella riunione d’inizio anno, sono stati esposti alcuni problemi a cui si poteva e si può ovviare perché non trascendentali. Siamo stati ascoltati di sicuro ma…. il pendolare oggi più che mai, è davvero stufo di sentire che servono soldi su soldi per sistemare una linea ferroviaria in piedi da prima della guerra e che giorno dopo giorno, soprattutto negli ultimi anni, ha evidenziato una flessione negativa moltiplicando i problemi e su cui, dati alla mano, sono già stati spesi montagne di soldini.

Il pendolare è stufo di pagare e non avere ciò che gli spetta e ancor più trovarsi a piedi o costretto ad utilizzare il mezzo proprio implementando traffico e inquinamento, dopo aver passato anni di sacrifici e di trascorse scenette messe in piedi da ex forze politiche regionali e a volte comunali con troppi proclami in cui prima si inneggiava la FCU ed ora si reputa la stessa ferrovia un “pessimo e costosissimo servizio”.

Molte di queste persone hanno abbandonato il “palcoscenico” ma hanno purtroppo lasciato lo strascico di danni che non deve essere di peso al fruitore del servizio (sia esso umbro, sia esso turista o altro). L’attuale Regione Umbria si è distinta, proprio in questo momento di pandemia, dal punto di vista sanitario (settore anche questo non poco martoriato dai soliti noti della giunta precedente) ma crediamo sia necessario “svegliarsi” anche dal punto di vista dei trasporti, a cui non possiamo ad oggi imputare anche il problema del Covid 19 soprassedendo e rendendolo un capro espiatorio.

I punti già evidenziati sono semplici, visto che in Italia si possiede anche un ordinamento regionale, chiediamo alla Regione:

-l’eliminazione della burocrazia per l’ultimazione della linea su cui ormai in alcuni punti nascono addirittura piante e fiori…a cui sembra che neppure il treno voglia passare sopra per non turbare il quieto vivere delle tenere piantine.

-Raccordo treno/bus dando quindi la possibilità anche a coloro che vivono nelle periferie di utilizzare il mezzo pubblico.

  • Rifare una volta per tutte questo orario in modo che serva ai pendolari, non facendo corse inutili, ma studiato per il reale utilizzo. Non possiamo più tollerare i continui copia e incolla visti sino ad oggi dove non si pensa agli studenti e ai lavoratori. La Regione dovrebbe farsi promotrice e responsabile di questa operazione studiando le effettive esigenze e non affidandosi alla ripetitività avuta sino ad oggi di corse vuote e prive di senso e con orari insulsi.

-Effettuare alcune corse veloci con al massimo 4 fermate (Città di Castello, Trestina, Umbertide, Perugia) che potrebbero far avvicinare utenti ormai persi rendendo il servizio più utilizzabile e concorrenziale.

  • Pensare a settembre con la probabile possibilità di essere costretti al distanziamento sociale e mettere in conto il fatto che le corse esistenti non potrebbero bastare soprattutto per i nostri studenti.

-Arrivo del servizio a Fontivegge che risulta un punto strategico economico e commerciale

-Controllo di mezzi e stazioni fatiscenti

  • ed infine e non perché meno importante, l’impegno da parte della Regione a rimborsare gli utenti che nel 2019 hanno sottoscritto un abbonamento (2019/2020) e che purtroppo non hanno potuto usufruirne per ovvie cause non dipendenti dalla loro volontà. Crediamo che le modalità di richiesta debbano essere comunicate entro breve con chiarezza e celerità al fine di poter permettere la richiesta da parte di tutti gli interessati. (anche qui vorremmo indicazioni non aspettando le calende greche)

Questa mia lettera voglia essere davvero un’ulteriore motivo per agire e …agire in fretta.

Tutto fino ad ora ha dimostrato che non dobbiamo aspettare la manna dal cielo… Elemosinare soldi al governo centrale per iniziare a cambiare la situazione può essere problematico e ad oggi è necessario far fronte all’isolamento che ci porta all’esclusione.

Dalle mie parti si dice: ” se si perde UN treno…non è tutto perduto!”

ma … aggiungo io “se si perde IL treno” nella nostra Regione perderemo anche parte dell’importanza che potremmo avere sia a livello territoriale che a livello nazionale.

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