Mer. Lug 28th, 2021

Lascito Mariani: riceviamo e pubblichiamo lettera giunta in redazione, dall’avvocato Emilio Mattei

Io sottoscritto Avv. Emilio Mattei, con riferimento all’articolo pubblicato da codesto quotidiano in data 8.5.2020, intitolato: “Lascito Mariani: Bacchetta “per il comune, il quadro è molto chiaro, sgombrato il campo da ogni tipo di equivoco”, nel riservarmi ogni ulteriore considerazione ed iniziativa sia in merito alle affermazioni del Sindaco del Comune di Città di Castello, Luciano Bacchetta, riguardanti la concreta destinazione delle somme oggetto del “lascito Mariani”(dopo più di sei anni dall’incameramento della ingente somma di euro 3.706.867,50 da parte del medesimo ente), sia in merito alle altre correlate esternazioni del medesimo Sindaco, debbo sin d’ora intervenire per ripristinare una verità oggettiva in ordine alla vicenda giudiziale riguardante tale “lascito”, esercitando il mio diritto di rettifica in merito ad un fatto non rispondente al vero che mi riguarda e che è gravemente lesivo della mia immagine, e chiedo, all’uopo, di pubblicare quanto segue.

​Contrariamente a quanto affermato dal Sindaco Bacchetta nel comunicato che è stato da Voi pubblicato nel citato articolo, il Prof. Palermo non è stato “l’avvocato che ha vinto la causa del lascito Mariani” (essendo stato egli il difensore della USL n.1, e cioè di un ente distinto al quale in sede giudiziale non è stato attribuito alcunchè).

Io, infatti, quale avvocato difensore nominato dal Comune di Città di Castello, ho difeso tale ente nella suddetta causa, in tutti i tre gradi di giudizio (ivi compreso quello di Cassazione) ed anche nella fase di “volontaria giurisdizione”, conseguendo, quindi, il risultato di ottenere il riconoscimento e l’assegnazione a favore del medesimo Comune della ingente somma di euro 3.706.867,50 a titolo di “legato” (somma che, purtroppo, l’Amministrazione Comunale di Città di Castello, a distanza di oltre sei anni dalla sua acquisizione, non ha ancora utilizzato per l’Ospedale della città, così come, invece, stabilito dal Tribunale di Roma con sentenza passata in giudicato).

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