Mer. Lug 28th, 2021

Settantaseiesimo anniversario della fucilazione di Gabriotti, cerimonia in forma ridotta

Commemorato oggi, sabato 9 maggio 2020, a Città di Castello, in forma ridotta a causa delle misure AntiCoronavirus, il 76° anniversario della fucilazione di Venanzio Gabriotti, ucciso sul Greto della Scatorbia, dove oggi si trova il parco civile intitolato al suo nome, da un plotone di nazisti e di fascisti. Alla presenza del Gonfalone del comune, il presidente dell’istituto di storia politica e sociale Venanzio Gabriotti Alvaro Tacchini ha deposto una corona presso il cippo ma le molte iniziative con le scuole, i cittadini quest’anno sono state sospese. “Lo spirito del 9 Maggio a Città di Castello tuttavia rimane lo stesso” ha dichiarato il sindaco tifernate Luciano Bacchetta, sottolineando come “la giornata sia un crocevia di significati civili e di valori democratici sul versante nazionale con il tributo alle vittime del terrorismo, sul versante della costruzione europea, gli uni e gli altri fortemente presenti nella vicenda biografica e politica di Venanzio Gabriotti. Quest’anno abbiamo dovuto rinunciare al coinvolgimento delle scuole che sono l’anima della giornata ma il valore del 9 maggio per la fondazione democratica e la riappropriazione delle libertà fondamentali è intatto e sono certo che ognuno di noi oggi si fermerà a pensare chi ha lottato per i nostri diritti”. “A distanza di 76 anni dalla fucilazione di Venanzio Gabriotti da parte dei nazifascisti, ci troviamo a commemorare il tragico evento in condizioni difficili, senza poterlo fare, come di consueto, con la partecipazione dei cittadini e, soprattutto, dei giovani delle scuole” ha ribadito il presidente Alvaro Tacchini. “Ci dispiace aver dovuto annullare il concorso storico per gli studenti, ma la chiusura delle scuole non ci ha dato alternative. Tuttavia abbiamo fatto in modo di lanciare un’iniziativa in memoria di Gabriotti, che sta riscuotendo grande interesse e per la quale ringrazio il maestro Marcello Marini, che ne è l’autore. Si tratta del bel video che ricorda l’eroismo di Gabriotti, sia come pluridecorato della Grande Guerra, sia come figura centrale della Resistenza altotiberina al nazi-fascismo. Non dobbiamo mai dimenticare che Gabriotti si è sacrificato per riconquistare la libertà, la democrazia e la pace in un’Italia oppressa dalla dittatura fascista e dall’occupazione tedesca. E non dobbiamo dimenticare che lui, cattolico e politicamente moderato, guidava una rete di antifascisti di ogni colore politico. Perché allora era chiaro che solo l’unità dei democratici poteva garantire la vittoria contro la dittatura. Così dovrebbe essere chiaro che solo un forte spirito unitario potrà permettere ora, all’Italia, prostrata dall’emergenza sanitaria ed economica, di uscire dalla peggior crisi che vive dalla seconda guerra mondiale”. Anche la presidente dell’Anpi di Città di Castello Anna Maria Pacciarini ha diramato per la circostanza una dichiarazione: “Il 9 maggio ricade l’anniversario della fucilazione, da parte dei fascisti, di Venanzio Gabriotti : una grande figura di Antifascista, la cui morte si aggiunge alla lunga lista di vittime di quello sciagurato periodo, vittime accumunate dalla ferma opposizione ad un regime violento e sanguinario che trascinò l’Italia in guerre inutili e terribili

Gabriotti, fiero antifascista, nemico di quel regime che metteva a tacere i suoi oppositori , pagò con la vita il suo impegno per la costruzione di un paese libero e democratico e l’ ANPI intende raccogliere i suoi ideali, cercando di renderli attuali e tradurli in prassi politica .Il rispetto per Gabriotti e per tutti quelli chi seppero lottare contro il nazi-fascismo, porta l’Anpi ad essere attenta e vigile verso scelte che vengono fatte sia nella politica, a cui viene chiesta coerenza seguendo la via tracciata dalla Costituzione, sia verso tutte quelle espressioni sociali e culturali che intendono confondere vittime e carnefici, mettendo sullo stesso piano chi per vent’anni negò la libertà di un popolo e chi lottò contro il sopruso. Dobbiamo fare i conti con la Storia sino in fondo , riconoscendo la brutalità di quel periodo e di chi, condividendo quella ideologia , si è reso complice e carnefice; ugualmente, non è possibile accettare chi ancora oggi vuole piegare la Storia per farne uso politico o, ancor peggio, per trovare in quel periodo un modello da riproporre sotto altre forme e in altre vesti. L’A.N.P.I. onora i propri morti come Martiri della Libertà e oggi, ricordando Venanzio Gabriotti, onora tutte le vittime del nazi-fascismo”.

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