Mer. Lug 28th, 2021

Lascito Mariani in commissione dopo il parere del professor Palermo


Dopo il parere pro-veritate del prof. Palermo sul Lascito Mariani che non esclude la destinazione dell’ex ospedale ma dichiara che i soldi devono essere trasferiti alla Asl, “pur essendo competenza esclusiva della Giunta, credo doveroso coinvolgere la Commissione sulla discussione delle scelte che dobbiamo fare” ha detto il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta intervenendo alla Commissione Programmazione, presieduta dal consigliere del PD Massimo Minciotti ed a cui erano presenti anche gli assessori ai Servizi sociali Luciana Bassini, all’Urbanistica Rossella Cestini, alla Cultura Vincenzo Tofanelli e che si è svolta in modalità mista – parte in collegamento e parte in presenza – mercoledì 6 maggio 2020. “Sul piano politico tutti devono conoscere le indicazioni di utilizzo di denaro pubblico, per 3milioni e 400mila euro. Il parere pro veritate del prof. Palermo, titolare della parte finale della contenzioso giudiziario sul Lascito Mariani, un noto luminare e il più indicato a dare risposte. Nei giorni scorsi la Regione Umbria è stata investita ufficialmente del caso del comportamento del difensore civico Regionale Marcello Pecorari, che insieme all’avvocato Emilio Mattei, aveva detto che il Lascito non si sarebbe dovuto impiegare per la Città della Salute. Il prof. Palermo ha detto che invece è compatibile con la destinazione all’ex ospedale essendo una scelta di tipo politico l’utilizzo. Non sono d’accordo con quanto ha scritto il consigliere Andrea Lignani Marchesani e bisogna sgombrare il terreno dall’ipotesi che il Lascito Mariani non si possa destinare al progetto Città della Salute. Trasferiremo i soldi del Lascito alla ASL. Siamo d’accordo con il direttore Silvio Pasqui di impiegare il Lascito in maniera dinamica: “100mila le destineremo all’oncologia dell’ospedale. Avremo un reparto di pneumologia per avere accettato di collaborare con il reparto Covid. Finora la Regione è stata molto corretta con noi. Una quota del Lascito avremmo voluto darla a Muzi Betti, ma per l’avvocato Palermo non è possibile dato che è ente altro. Possiamo però rafforzare i servizi per l’Alzheimer realizzando una nuova struttura per 400mila euro, raddoppiata rispetto all’attuale perché anche a causa del Covid c’è un gran bisogno. Avevano concordato con la ASL di realizzare la Città della Salute con gli obiettivi di recuperare la struttura, anche se la proprietà è della Regione,. Questa vicenda ha dimostrato in maniera plastica che la risposta vera è territoriale e a Città di Castello il lavoro compiuto dalla ASL territoriale è stato eccellente. Hanno isolato i positivi e ricostruito la catena epidemiologica. Dove non è accaduto, come in Lombardia, che ha una logica ospedalocentrica, non è avvenuto. La Regione Umbria ha valorizzato molto il lavoro del territorio anche se i tamponi non sono stati a sufficienza. Concentrando dentro l’ex ospedale tutte le funzioni del territorio daremo risposte importanti. Al Lascito Mariani devono essere affiancate le risorse della Regione e della ASL. Il consigliere Lignani fa riferimenti impropri: non credo visto i rapporti tra Comune di Città di Castello e Regione, che disattenda quanto definito anche se in itinere. C’è la volontà di sanare il vulnus del vecchio ospedale con la Città della Salute. Alternative diverse ci costringerebbero a chiamare in causa la Regione passata e quella presente perché quella struttura non può essere abbandonata a se stessa ancora per molto. Mi riservo di intervenire sul comportamento dei due avvocati. Uno ha un incarico pubblico dato dalla Giunta regionale precedente. Ai politici quasi tutto è consentito, ai giuristi no”. Gaetano Zucchini, capogruppo del Gruppo Misto ha ricostruito la storia della Casa della Salute: “Dal 1994 il Lascito Mariani è stato oggetto di un lungo contenzioso terminato nel 2013 con l’assegnazione del legato testamentario per l’ospedale di Città di Castello al Comune per 3 milioni e quasi 800milaeuro. Tale destinazione è nata dal riconoscimento del Comune come erede materiale e morale di quell’ospedale citato nelle ultime volontà delle sorelle Mariani. All’avvocato Palermo, patrocinatore in Corte di Cassazione dell’ultimo atto del contenzioso, è stato chiesto, a prescindere dalla sentenza della Cassazione, a chi spetta la gestione del Lascito e la risposta è stata la ASL per la riorganizzazione che nei lunghi tempi del Lascito ha interessato il settore sanitario pubblico. Rispetto alle critiche e ai dubbi sull’operazione immobiliare, non si tratta di un intervento se stante ma di una conversione dell’ex-ospedale nella nuova destinazione che prevede servizi di medicina del territorio, prevenzione, assistenza innovativi e ad ampio raggio, come hanno riconosciuto anche voci in disaccordo. Pensate se avessino avuto la Casa della Salute nell’Emergenza Covid! Nel maggio 2017 avevamo un accordo di programma che è stato bloccato e ora ci troviamo a gestire l’attualità. Dobbiamo attivarci perché questo investimento che diamo alle casse della ASL deve essere destinato alla rete di servizi tra territorio ed ospedale. Possiamo destinare i 100mila euro all’oncologia, una delle migliori del Centro Italia e un’altra quota al centro per l’Alzheimer. Dovremmo avere la capacità politica di indirizzare i referenti della ASL. L’avvocato Palermo dice che la disposizione della Mariani non ha un carattere modale e l’ente non ha prescrizioni in questo senso delle benefattrici”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha dichiarato “Apprendo dai mass media che Lignani sapeva già che questo denaro verrà gestito dalla ASL. Oggi veniamo invitati per una presa d’atto. Ci sono margini per contributi? Tutto è utile, potenziamento oncologia, centro Alzheimer, ma tolgono risorse al Lascito. Io propongo. invece di spendere i soldi. creiamo una onlus perché 3 milioni e 400mila euro generano, mantenendo il capitale, 74mila euro, spalmati su 10 anni sono oltre 700mila euro con cui fare tantissimo e che si può moltiplicare per questa ed altre beneficenza. Perché ragioniamo da politici, che spendono e concludono. Ragioniamo in modo lungimirante e pensiamo alle future generazioni per fare ulteriori beneficenze. Noi vi diamo una mano per costruire il progetto e contrattare con le banche insieme al consigliere Filippo Schiattelli. Manterremo un grosso capitale. Nel tempo i referenti istituzionali e tecnici possono cambiare ed andiamo incontro ad imprevisti. La Regione potrebbe riversare qui tutti i pazienti di un determinato reparto. E’ sempre bene avere risorse da investire nell’Emergenza. Ragioniamo su cosa può sviluppare questo denaro, che una volta speso non vale più niente”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha fatto i complimenti per la sentenza della Corte dei Conti “su Umbria Mobilità che interessava sindaco Bacchetta e vicesindaco Secondi. Sottopongo il problema della mala giustizia che ricorre in appello con un grande esborso di soldi. Il parere pro veritate non è una sentenza ma io ho assistito a grandi dichiarazioni di gioia perché i soldi erano nella disponibilità del Comune, che ora deve trasferire i soldi alla ASL e al massimo dare un indirizzo. Inoltre l’intenzione delle sorelle Mariani non essendo ancorata a nessun articolo del codice civile è aleatorio. La volontà delle sorelle risulta essere un auspicio, Regione ed Asl possono spendere i soldi come vogliono. Anche la Giunta comunale invece era convinta di poterli spendere come voleva . Il direttore della ASL Silvio Pasqui è alle soglie della pensione ed è’ stato confermato dall’assessore regionale Coletto e dal direttore generale Dario, con cui da anni intrattiene rapporti amicali, e non dal sindaco Bacchetta. Siamo d’accordo sull’auspicio che rimangano nel territorio. Non ho una preferenza se non che maggiori l’offerta di salute: così si onorano le sorelle Mariani. La Casa della salute non si è fatta in tempi di vacche grasse ed è difficile che si faccia in tempi di crisi. Infine come il comune non poteva investire su un bene dell a Regione così non può farlo la ASL. Voglio sapere quanto saranno trasferiti e le linee di indirizzo della Asl. Macchinari per la Casa della salute va bene ma non le mura”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha proposto “di sottoporre i consiglieri comunali a tampone per continuare le attività amministrative in sicurezza. Dopo il parere, dobbiamo sapere che cosa vuole fare la ASL del Lascito che le verrà affidato e vincolarla ad un impegno che conferma gli aspetti prioritari degli indirizzi. Convinceteci che il progetto Casa della Salute sia soprattutto servizi ai cittadini e l’appoggeremo. Se non ci sono i margini per i contributi dei consiglieri, siamo qui solo per prendere atto. Sono 6 anni che il Lascito è immobilizzato, improduttivo e lo sarà ancora dopo questo parere. Andiamo al confronto con Asl e formalizziamo gli impegni”. Anche Ursula Masciarri, consigliere comunale del PSI, si è congratulata per gli amministratori coinvolti nella vicenda Umbria Mobilità e ha detto: “Il Lascito Mariani è sempre stata una questione politica. Mi sono astenuta sull’incarico al prof. Palermo proprio per questo. Ora non possiamo ignorarlo ma possiamo stringere degli accordi con la ASL perché siano rispettati i progetti sul Lascito. Questo è il nuovo fronte politico. Le questioni giuridiche non sono prioritarie per il consiglio chiamato a fare altro”. Congratulazioni anche da Mirco Pescari, capogruppo del PD, “hanno processato chi ha limitato i danni e non chi li ha provocati. Ora chi ha puntato l’indice, chieda scusa”. Sul parere pro-veritate: “Il prof. Palermo conferma che le impostazioni di Giunta e consiglio sono giuste. L’ente detentore del Lascito è la Asl ma dal punto di visto politico non cambia nulla. Tra istituzioni c’è un principio di leale collaborazione. C’è già un protocollo d’intesa tra Comune, Regione ed Asl, potremmo aggiornarlo e confermalo o rifarlo. Sono questi gli strumenti attraverso cui parlano le istituzioni. Dobbiamo far transitare una volontà politica: la costruzione della città della Salute mai come oggi ha a suo favore argomenti convincenti. Solo potenziando i servizi territoriali riusciamo ad aumentare l’offerta di salute non con gli ospedali. Spero che presto potranno realizzarsi i desiderata delle sorelle Mariani ed anche di tante determinazioni del consiglio comunale”. Marcello Rigucci, consigliere della Lega, ha chiesto “una bozza di accordo con la ASL, vincolante, perché ci siano impegni chiari su che cosa sarà realizzato con i soldi del Lascito Mariani. Nella replica il sindaco ha detto: “il parere non può essere ignorato ma ha spazzato via l’ipotesi che il Lascito non potesse essere investito nell’ex ospedale. Nel mio programma elettorale c’era la Città della Salute e ho un vincolo morale. Ho sempre saputo e anche detto a volte che le risorse sarebbero dovute andare alla ASL e che le avremmo dovute concordare con questo soggetto perché la sentenza le assegna a noi come interprete degli interessi generali, quindi anche di salute, della comunità. La Regione fino ad ora, anche con il reparto di Pneumologia, ha rispettato gli impegni. L’ospedale vecchio ha la destinazione sanitaria. Negli altri ospedali dismessi la Regione è intervenuta motu proprio e a Città di Castello no. La mia polemica è con la Giunta Lorenzetti e Marini. Quando illustrammo questa proposta ai tempi della Giunta Marini, i più grandi sostenitori furono i consiglieri di maggioranza. A me convince la destinazione della Casa della Salute che però ha bisogno di risorse aggiuntive oltre il Lascito e di un accordo di programma con Asl e Regione per la copertura finanziaria. ASL ha vincolo politico e giuridico di attenersi comunque ai nostri indirizzi. Anche perché altrimenti il Comune potrebbe disporre ordinanze di messa in sicurezza o di ripristino, più dispendiose di quanto potrebbe richiedere collaborare alla Casa della Salute. In questa fase ben vengano suggerimenti”.
CDCNOT/20/05/07/CONSINLINEA/6/SSC

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