Mer. Lug 28th, 2021

Emergenza coronavirus: riunione in streaming della commissione servizi del comune di Città di Castello


Emergenza Coronavirus in Commissione Servizi: con un approfondimento su iniziative e gestione della Fase Uno, l’attività del consiglio comunale di Città di Castello ha ripreso il via dopo il fermo dei mesi più critici del Covid 19. L’organismo presieduto da Giovanni Procelli (La Sinistra) si è riunito in video conferenza con diretta streaming sul canale You Tube del consiglio comunale nel pomeriggio di giovedì 30 aprile 2020.
Procelli ha ringraziato e lo hanno fatto con vari accenti tutti gli interventi successivi i dipendenti comunali ed in particolare i dipendenti che lavorano al Coc, il Centro operativo comunale, che ha coordinato l’attività di Protezione civile nella Fase Uno. L’assessore a Protezione civile e Politiche sociali Luciana Bassini ha aggiornato la situazione con il nuovo positivo dopo giorni di stop, riconducibile ad un contesto di quarantena familiare. Il dato parla di 31 positivi ed 80 guariti. Numeri rassicuranti che si sommano a tante donazioni: singoli e associazioni, Geld, Famiglia Rosmini e la famiglia Paladino, la AAC solo per citare quelle più recenti, AMARE per i Buoni Spesa, Rotary Club ed Inner Wheel. In questo momento anticipiamo la fase che parte il 4 Maggio, con la riapertura degli Orti sociali il Primo Maggio. Sono allo studio provvedimenti di sgravi fiscali per i commercianti del territorio. Il Centro operativo comunale ha agito sull’emergenza e con il coordinamento delle associazioni di volontariato, che sono numerose e preparate. Le ringrazio. Nel merito dei servizi sociali: ci siamo attivati con progetti personalizzati perché tutti gli interventi sono stati aggravati dalla situazione. Abbiamo aiutato con sistemazioni ad hoc persone senza fissa dimora. Abbiamo individuato un luogo per le vittime di violenza domestica. Tutto questo lo abbiamo condiviso con la zona sociale. Ci sono state azioni per i singoli autonomi ma senza rete familiare con consegna spesa e farmaci a domicilio. Tanti dipendenti si sono messi a disposizione per poter far fronte a questa nuova emergenza, sconosciuta ma importante da gestire. Siamo riusciti a portare a compimento l’assegnazione dei buoni spesa per oltre 800 famiglie”. Stefano Torrini, dirigente alla Protezione civile, ha ricordato come “dall’Otto di marzo, abbiamo lavorato sul lavoro agile come modalità di lavoro: mediamente il 65-70% dei dipendenti era coperto da lavoro agile e ferie, altro 30% erano dipendenti in presenza, come Coc, vigili urbani, Stato civile, segreteria del Sindaco. Il secondo fronte era il supporto alle istituzioni della scuola per la didattica a distanza, per consegna materiale e dispositivi e il potenziamento delle reti – Badia Petroia, San Leo Bastia – o il collegamento diretto ad esempio nella Valle del Soara, Valleurbana, Croce di Castiglione, Sabaudia. Infine abbiamo attivato un centralino per tutte le esigenze dei cittadini: dall’11 marzo, data di attivazione del centralino dinamico con 12 persone, abbiamo ricevuto oltre 4300 telefonate. Il centralino prevedeva la richiesta su Consegna farmaci, Servizi sociali, l’Urp, Digipass, domanda per i Buoni Spesa per circa 2200 telefonate. Complessivamente 187 ore di chiamate telefoniche con risposte al 92% e tempi di attesa non superiore ai 30 secondi”. Giuliana Zerbato, dirigente dei Servizi Sociali, ha aggiunto: “C’è stato un gioco di squadra. Per quanto riguarda i Buoni Spesa, il nostro finanziamento per le famiglie in disagio a causa del Covid 19 è stato di 235mila euro, da distribuire in modi diversi per i beni di prima necessità. Abbiamo fatto subito un bando per gli esercizi commerciali e stampato voucher comunali di 25 euro da spendere per dare un’opportunità anche ai piccoli esercizi. Poi abbiamo realizzato il bando insieme alla zona sociale e ai comuni principali dell’Umbria attraverso Anci in tempi brevissimi e questo ha determinato alcune soluzioni che potevano essere migliori. Abbiamo aperto una piattaforma telematica nel sito del comune per la compilazione on line o attraverso i compilatori del centralino. Il grande numero delle domande è dipeso anche da questo sistema di aiuto. Le domande sono state 1100, 146 doppie, le effettive 974 di cui 790 accettate con contributo e 184 sono risultate negative, in quanto spesso presentate da non residenti. Sulle domande abbiamo effettuato una verifica anagrafica delle assistenti sociali che hanno lavorato anche nei giorni festivi per consegnare entro Pasqua i buoni. Molte domande sono state presentate da famiglie numerose, situazioni già conosciute dai servizi e alcune nuove. La fase finale era quella di imbustamento dei buoni e della consegna presso la zona industriale di Cerbara con il sistema drive in, senza fare scendere le persone dalle auto. La consegna a domicilio complessiva sarebbe stata impossibile ma per chi aveva bisogno lo abbiamo fatto. Alla luce del dopo difendo la scelta, ordinata e veloce. C’è stato un grande concorso di solidarietà e alcune soluzioni diventeranno stabili, specialmente quelle digitali e di innovazione”. Lorenza Scateni, coordinatrice delle assistenti sociali: “Un gruppo di cinque persone ha lavorato sulle domande. In primo luogo ci siamo dotati del Sistema di Anagrafe on line per confrontare le informazioni rilasciate dai cittadini e i dati ufficiali. Nel caso di incongruenze e nella necessità di approfondimenti, abbiamo ricontattato gli interessati per verificare che i requisiti ci fossero o per correggere eventuali errori materiali. Alcune le abbiamo dovute non accettare perché mancavano le condizioni o i requisiti fondamentali, come una giacenza bancaria non superiore ai 10mila euro o la decurtazione del reddito a causa del lock down. Tutte le assistenti hanno lavorato a pieno ritmo. In quelle due settimane non abbiamo guardato orario o giorni feriali, per dare una risposta corretta e tempestiva perché il bando è rimasto aperto due settimane”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha in primo luogo ringraziato i dipendenti comunali: “Ma volevo sottolineare l’aspetto politico, che non rileva per i dipendenti comunali di cui riconosco l’impegno. Non tutte le domande sono state accolte ma chi viene a chiedere un buono pasto ha bisogno di mangiare e non ritengo giusto che siano state escluse perché non rispondono ai requisiti o perché è esaurito il budget. Poi ci sono le persone che hanno fatto domanda in ritardo: anche in questo caso, dato che l’Emergenza non è finita, vorrei capire cosa la politica intende fare per il futuro. Oggi abbiamo tamponato ma domani di ripresenterà lo stesso problema. Il 16% di esclusi include anche i cittadini a cui è stato detto che non sarebbe rientrato nell’assegnazione? Dobbiamo allargare le maglie e sapere da chi dirige le Finanze se c’è la possibilità di aiutarli, se possono essere ripescati. Dobbiamo valutare questa percentuale del 16% che è pesante”. L’assessore Bassini ha risposto: “La sua preoccupazione è la nostra. In molti casi gli esclusi non risiedevano a Città di Castello. Siamo d’accordo che deve essere aiutato anche chi escluso dall’operazione Buoni Spesa. I 235mila euro del governo non sono bastati: abbiamo integrato come comune 20mila euro e 7mila da donazioni. Stiamo pensando a chi è rimasto indietro. Stiamo definendo una collaborazione con Caritas e Croce Rossa per la distribuzione di pasti. Non ci fermiamo qui. Rimane aperto il nostro IBAN per fare donazioni con la causale Buoni Spesa ma impegneremo anche altre risorse”. Anche Emanuela Arcaleni, consigliere comunale di Castello Cambia, ha ringraziato i dipendenti del Comune “per lo sforzo compiuto. La media dei Buoni Pasti distribuiti è poco più di 200 euro e questi soldi sono veramente pochi. E’ una soluzione tampone di assoluto emergenza ma non affronta il problema della povertà da Covid. In questo senso i 10mila euro sul conto bancario hanno un senso: i Buoni Spesa sono solo una misura emergenziale. Il problema grave è arrivare a tutti e aiutare chi si trova nella necessità. Conoscete altri casi problematici? Una proposta potrebbe riguardare la solidarietà: il comune dovrà cercare r isorse proprio ma il canale delle donazioni potrebbe essere maggiormente indirizzato. Finora l’attenzione è andata all’ospedale. Bisogna far capire che esistono famiglie in condizioni critiche e che una circolarità delle donazioni vorrebbe dire alimentare in modo continuo la capacità di intervento. Sulla rete: la situazione ha generato un afflusso alla rete di grandezza superiore ed ha messo in luce alcune criticità ad esempio nella zona di San Secondo”. L’assessore Bassini ha parlato di “la media dei Buoni Spesa è stato di 350 euro. Concordo con lei sul fatto che questa è la punta dell’iceberg delle criticità sociali. Le difficoltà vere inizieranno dopo la fase 1 e dobbiamo lavorare per reperire risorse a livello nazionale ed europeo. Ci impegniamo a dare risposte a tutti”. La Zerbato ha aggiunto: “I Buoni Spesa erano un aiuto da chiedere facile. Più complicato è venire ai Servizi sociali. Ora i cittadini sanno che c’è un canale a cui fare riferimento e che può dare informazioni. L’aumento delle telefonate ai Servizi sociali significa che questo canale è stato individuato”. Torrini ha precisato che “il problema della rete è pesante. I lavori del progetto regionale per la fibra sarebbero dovuti già iniziati. Ma la Regione riesce ad investire nelle aree grigie, non rilevanti per gli operatori commerciali. Il potenziamento o il collegamento di aree è un tema e ci sono iniziative per superare il digital divide”. Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, si è complimentato con “il personale dei Servizi sociali ma ci sono persone senza lavoro, dai Buoni Pasti si desume il 3%. Poi ci sono lavoratori, come gli stranieri, che non riusciranno a tornare. Se il comune riuscisse da fare da tramite rispetto a questa dinamica di domanda ed offerta di lavoro, sarebbe d’aiuto. Anche quando riapriranno le attività, quando e se riapriranno, saranno costretti a marce ridotte per rispettare le misure di sicurezza. Anche il Governo è alla ricerca di soldi per coprire le risorse che sta distribuendo. Non massacriamo le aziende di multe perché facciamo chiudere anche quelle poche che stanno riaprendo. Non ci possiamo basare su donazioni benemerite ma aleatorie, ci sono tante possibilità nazionali ed europee ma non subito. Invece avremo bisogno di questi soldi il prima possibile. Potremmo fare una campagna pubblicitaria per far donare uno, due, tre cinque euro ai tifernati. Faremo una cassa veloce incidendo pochissimo sulle famiglie. Anche i consiglieri dovrebbero impegnarsi. Dobbiamo comunque contenere il contagio e non adottare comportamenti a rischio per evitare un ritorno del virus”. L’assessore ha aggiunto: “Tutti abbiamo paura che i cittadini non rispettino le regole ma io voglio credere che non sia così. Il Primo maggio apriamo gli orti e ci sarà vigilanza. Per le donazioni vedremo dove acquisire risorse per continuare nel sostegno quando ad esempio arriveranno le bollette o altri adempimenti”. Torrini ha specificato: “L’ultimo positivo è di settimane fa. Ieri abbiamo avuto notizia di un altro in ambito familiare al precedente. Ci sono cittadini in isolamento precauzionale, 24 casi sempre legati a nuclei familiari interessati da un positivo”. Vittorio Vincenti, consigliere comunale di Tiferno Insieme, ha dichiarato: “Noi parleremo in consiglio dell’aspetto politico. Ringraziamo chi si assume le responsabilità ma un piccolo consiglio. Ritengo opportuno che finiscano le sfilata davanti all’ospedale perché non sono rispettose di chi continua a lavorare e anche di chi fa beneficenza in maniera silenziosa. Gli assessori sono pagati per fare il loro lavoro. A Trestina sono tanti a non muoversi come in altri territori che non vedo quotidianamente, Stanno emergendo nuove situazione a livello sociale, sconosciute al fisco e ai servizi che vivevano alla giornata. Non tutti avranno il denaro per comprare una mascherina al giorno, che farà il comune. Nei comuni limitrofi sono state donate. Ogni comune ha un bilancio proporzionale alla sua grandezza, come lo hanno fatto i piccoli, può farlo Città di Castello. Sono contenta che è stato sventato il tentativo di dare le mascherine alle pro-loco. Coinvolgendo le associazioni di volontariato, le mascherine sono state distribuito da questi soggetti che hanno l’assicurazione. Spero che questo gesto venga fatto. Anche qui la linea è stata: non l’ha fatto la Regione non lo facciamo noi”. L’assessore Bassini ha detto “il problema mascherine ci crea qualche problema. Il sindaco non ha detto che la Regione non ce le dà ma la Regione Toscana ne distribuisce cinque a persona. Quelle che abbiamo distribuito noi sono andate nelle strutture ed associazioni per anziani. Abbiamo ricevuto dal Cor delle mascherine usa e getta. Una cosa è distribuirle in un piccolo comune ed una cosa è distribuirle in un comune di 40mila abitanti. Le farmacie hanno avuto una corsia preferenziale per i soggetti a rischio. Ci attrezzeremo perché saranno una costante e dovremmo affrontare il problema”. Il capogruppo del Gruppo Misto Gaetano Zucchini ha detto: “E’ ingiusto non riconoscere quello che ha fatto l’Amministrazione. Grazie ad una macchina ben oliata, riconosciuta come fiore all’occhiello anche a livello regionale. Quello che mi ha sorpreso è la risposto della comunità tifernate al pari. Ho notato un forte senso di comunità sia dei singoli che del volontariato. Il comune ha gestito la cifra concessa dal Governo in modo corretto. Il sistema drive in in qualche modo ha tenuto in considerazione gli aspetti di rispetto della privacy. Domiciliarmente sarebbe stato peggio. 235mila euro sono una prova tangibile minima ma importante nel dare concretezza all’aiuto. Noi siamo all’inizio di un percorso difficile. Sono 11 milioni gli italiani a rischio di povertà economica e alimentare. Dovremmo considerare queste problematiche in maniera diversa e invito la politica a fare uno sforzo ulteriore per cercare di valutare. Bisogna potenziare la mappatura dei bisogni, l’organizzazione a fianco della popolazione, l’ascolto, i mezzi di contrasto all’indigenza. Dobbiamo avere questa nuova visione. Il contributo è coordinare tutti quelli che sono impegnati nella solidarietà. Quando ci sono le risorse gli enti locali riescono ad avere una marcia in più, siamo d stimolo per facilitare questa filiera. Buona l’idea della solidarietà indirizzata d’ora in avanti”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha detto: “MI dispiace di rompere il clima di idillio ma il ruolo della commissione in questo caso deve essere di consultazione permanente perché è la politica che prende decisioni sulle questioni organizzative. Noi non dobbiamo sapere da assessore e tecnici il 30 di aprile come è andata la situazione. Il ruolo del consiglio è indirizzo e controllo. Noi dovevamo dare indirizzi su alcune situazioni. I Buoni Spesa: non sono d’accordo. Non credo che i dirigenti abbiamo anche il tempo di studiare una distribuzione kafkiana dei Buoni Spesa. In tutti i comuni dell’Umbria l’hanno portati a domicilio, lo potevano fare i Vigili urbani invece di fare le multe, che non verranno mai pagate perché siamo alla fame. Molte persone mi hanno cercato perché non hanno gradito per niente di andare a Cerbara. Alcuni hanno dovuto chiedere l’auto, altri si sono fatti accompagnare, c’erano tre associazioni. Infine ognuno ha dovuto incontrare dieci persone non un solo vigile. Bisognava far vedere che l’Amministrazione fa magari con una bella intervista davanti al tendone. Propaganda sul Coronavirus. Se distribuite altro, fatelo con i Vigili. Magnificare questa distribuzione non mi sembra corretto. Infine: il Coc è stato operativo ogni giorno della settimana, compresi i festivi? Il ruolo di coordinamento ha inibito l’iniziativa diffusa e ha rallentato per problemi di orario di ufficio risposte celere. Non si può aspettare il centralismo democratico del Coc. Una flessibilità maggiore non era sbagliata”. L’assessore ha detto che “La scelta del Coc non è stata politica ma di facilità per non creare assembrament i o violazioni della privacy. Alle persone che avevano difficoltà il buono è stato consegnato a casa. Lo abbiamo fatto con tantissime persone. Le associazioni di volontariato davano un metodo di ingresso. Abbiamo soddisfatto 787 persone nel minore tempo possibile. Un vigile che suona ad un campanello non è molto riservato. L’apparire è l’ultima cosa che mi interessa”. Torrini ha precisato: “Il sindaco è il responsabile della Protezione civile del comune e nell’atto di costituzione del Coc gli si conferiscono le funzioni di Protezione civile. In questo senso il Coc non ha dimostrato il centralismo democratico perché in questo momento la funzione del Coc era di assistenza alla popolazione che si è espressa attraverso la funzione telefonica con un centralino che rispondeva dalle 8 della mattina alle 20 della sera e con la reperibilità 24 ore al giorno. Gli operatori hanno tutti lavorato in smart working. La presenza dentro un ufficio a Pasqua, Lunedì del’Angelo o Domenica non era una necessità. La risposta telefonica e la risposta urgente era garantita, ad esempio con la consegna dei farmaci. Le associazioni che hanno voluto partecipare lo hanno fatto. In un momento emergenziale chi si presenta come soggetto di protezione civile ma non vuole rapportarsi con il Coc lo può fare ma non si può presentare come Protezione civile. La gran parte dei gruppi hanno fatto riferimento al Coc e hanno preso atto della sua centralità. Le scelte sono state ponderate. Non serviva alzarsi nel cuore della notte come per il terremoto ma siamo stati sempre disponibili. Avevamo riunioni di coordinamento tutti i venerdì ma non avevamo una struttura militare”. Luca Secondi, vicesindaco, ha detto: “Anch’io ho condiviso le scelte. I livelli democratici sono tutti auspicabili ma in tempi stretti la parte tecnica di fatto ha una prevalenza. Per questo la camera di compensazione come la conferenza dei servizi si pone adesso in tempo di programmazione. Condivido del metodo drive in perché poteva essere fatta la consegna a domicilio ma è meglio umanamente impattare con dieci sconosciuti che vedersi venire a casa un vigile con i vicini che sanno che ti stanno consigliando un Buono Spesa. E’ molto più umiliante”. Massimo Minciotti, consigliere comunale del Pd, ha ringraziato per la partecipazione: “Siamo arrivati a 23. Abbiamo coinvolto tutti. Ringrazio sia gli intervenuti che l’assessore Bassini e i dipendenti del comune che hanno lavorato alacramente per risolvere i problemi che ci sono stati. Ringrazio il dirigente Torrini perché ha spiegato bene il funzionamento di Coc e rete internet. Come sapete anch’io sono un insegnante, collega della professoressa Arcaleni, e con la didattica a distanza ci siamo trovati in difficoltà. Ho avuto sollecitazioni di alcuni utenti sparsi per il collegamento della rete, anche su iniziativa del consigliere Marcello Rigucci. Grazie al comune la potenzialità di connessione è stata migliorata ma ancora ci sono zone non coperte che creano disagi agli studenti, spero che in breve tempo queste difficoltà siano sistemate. Rispetto a Lignani, lui confonde il funzionamento del Coc e quello di un gruppo di volontari. Non possiamo affidare tutto ad una persona e le polemiche di Lignani su Coc e mascherine sono state ispirate dallo stesso soggetto. Grazie a Torrini e alla sua autorità e che non si è fatto mettere sotto i piedi da un gruppo di volontari. A me hanno ringraziato per le modalità di consegna dei Buoni Spesa, si è sentito sicuro e non deriso. La cosa bella di questa Pandemia è che c’è stato molto volontariato. Una cosa è il volontario e una cosa gestire una macchina pubblica”. Nella conclusione Giovanni Procelli ha ringraziato “tutti quelli che si sono prodigati in questo difficile momento. Forse i consiglieri comunali sono quelli che hanno dato di meno. Cercheremo di dare di più in un prossimo momento. Questo fenomeno increscioso dovrebbe renderci meno egoisti ma finita questa esigenza torneremo ad essere egoisti ed a pensare per sé”.


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