Dom. Nov 29th, 2020

Ci ha lasciato un’altro tifernate doc: scomparso lo scorso venerdì Leopoldo Capaccioni

Venerdì mattina è deceduto all’età di 90 anni il tifernate Leopoldo Capaccioni; vale la pena ricordarlo non solo per esprimere la vicinanza alle figlie Marina e Manuela, ma anche perché fu protagonista di un episodio che si svolse nel lontano 1975. Lo racconta Marco Baldicchi in un articolo scritto per un mensile locale. Leopoldo Capaccioni lavorava come Metronotte. Una notte del mese di settembre, insospettitosi dopo che da circa un mese vedeva un’automobile targata Padova aggirarsi e parcheggiare in vari punti nei pressi della zona del Campanile Rotondo del Duomo, in ore notturne, segnalò la cosa a chi di dovere, ma non venne preso in considerazione, adducendo il fatto a certe “situazioni promiscue” che sarebbero incorse nella zona. Ma lui non convinto di ciò continuò a tenere d’occhio l’auto, finché una notte la notò parcheggiata nei pressi del Ponte del Tevere mentre un’altra era ferma sotto il Campanile Rotondo. Quest’ultima si rivelò poi rubata e sarebbe dovuta servire come primo mezzo su cui trasportare la refurtiva fino a quell’altra. Capaccioni l’aveva intuito. Alcuni abitanti delle abitazioni vicine, in particolare una signora e suo figlio, sentendo del rumore provenire dal Duomo a quell’ora notturna, avvisarono il metronotte e chiamarono i Carabinieri. Il metronotte vide una finestra corrispondente alla Sacrestia cui era stata tolta l’inferriata e con gli infissi divelti. Fece così notare la sua presenza e si mise a creare quanta più difficoltà possibile alle persone che erano penetrate nella Sacrestia. Un ladro fu preso subito, altri due scapparono, ma grazie al numero di targa che Capaccioni aveva annotato furono successivamente arrestati a Padova. I sacchi contenenti il Pastorale di San Florido, i piatti del Tesoro del Duomo e tutti gli altri preziosi, vennero subito recuperati. Il Pastorale nella concitazione si ruppe e fu restaurato da un orafo tifernate, Sergio Bartoccioni. Ai protagonisti del salvataggio venne data una medaglia-ricordo dal Vescovo e ne parlarono le cronache locali.

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