Gio. Dic 3rd, 2020

Distribuzione di mascherine di protezione naso e bocca “non chirurgiche”. Fratini risponde a Vitali

Egregio Consigliere,
La ringrazio per la lettera che mi ha inviato, relativamente alla distribuzione delle mascherine prodotte dalla ditta Ingram nello stabilimento di San Giustino e donate al Comune, in modo da informarLa su tutto il percorso, la concretizzazione e lo sviluppo del progetto.
Sin dall’inizio dell’emergenza l’Amministrazione, oltre a monitorare con attenzione l’emergenza della diffusione del virus, mettendo in atto tutte le procedure di prevenzione demandate al Comune, ha comunque sempre tenuto i contatti con tutte le realtà produttive del proprio territorio, cercando di arginare dove era possibile l’inevitabile crisi economica e produttiva.
E’ stato proprio durante queste relazioni tra istituzioni ed imprese che con la Famiglia Inghirami si è pensato di riconvertire temporaneamente lo stabilimento di San Giustino per la creazione di mascherine. Ricordo che lo stabilimento, non rientrava nei codici Ateco che potevano produrre e quindi ci siamo prontamente confrontati con la Prefettura di Perugia per attivare la procedura necessaria per avviare la produzione. Non era semplice neanche permettere lo spostamento delle persone addette alla produzione e residenti fuori dal territorio del nostro Comune. Anche in questo caso ci siamo assunti le responsabilità e abbiamo firmato delle dichiarazioni autorizzative.
Oggi lo stabilimento può produrre e di questo progetto ne stanno giustamente beneficiando anche altri Comuni a noi vicini.
Le mascherine che riceveremo in donazione saranno 5.000. Ad oggi ce ne hanno consegnate circa 2.000, perché come si intuisce, dobbiamo fare i conti con i tempi di produzione. Le prime 500 le abbiamo suddivise per i negozi ancora aperti, ma ci siamo subito accorti che non era il sistema migliore e quindi si è deciso di distribuirle casa per casa. Abbiamo iniziato dalla Frazione di Lama, dove avevamo la situazione più critica, continuando poi nella Frazione di Selci, che sarà completata non appena ci consegneranno altre mascherine, per poi coprire tutti gli altri territori del Comune e il capoluogo.
Grazie alla grande generosità della Famiglia Inghirami, riusciremo a consegnare una mascherina per famiglia. Siamo del tutto consapevoli che questo è insufficiente rispetto alle esigenze dei cittadini. Altri Comuni limitrofi ne stanno distribuendo una a tutti i loro cittadini, questo gli è possibile perché la Regione Toscana ha fornito loro una settimana fa tutte le mascherine necessarie. Purtroppo la nostra Regione ha deciso che le mascherine non siano la priorità per i cittadini, basti vedere un recente articolo uscito sul Corriere dell’Umbria. Noi riteniamo invece che la protezione del naso e della bocca sia un elemento importante di prevenzione nella diffusione del virus e quindi faremo ogni sforzo, anche economico per poter consegnare ad ogni cittadino una mascherina, compatibilmente con i tempi di reperibilità di questi presidi.
In questo particolare momento della storia del nostro amato Paese, siamo anche noi dell’idea e della ferma convinzione che sia da evitare qualunque polemica di qual si voglia natura e sono d’accordo nel valutare l’operato di ognuno di noi solo in seguito e con climi più miti. Quindi vengo all’aspetto che da sempre ha contraddistinto questa amministrazione cioè la necessaria trasparenza nell’operato della Pubblica Amministrazione.
La distribuzione delle mascherine è stata affidata per la cifra di € 1.000,00 ad una ditta specializzata nella distribuzione di materiale porta a porta, secondo i criteri previsti dalle procedure pubbliche. Non abbiamo ritenuto di coinvolgere la Protezione Civile di San Giustino, solamente per il semplice motivo che la nostra Protezione Civile e la Croce Bianca sono impegnati in ruoli molto più delicati e importanti inerenti l’approvvigionamento e la consegna della spesa alimentare alle famiglie che non riescono a farlo in autonomia, la consegna dei farmaci e inoltre del materiale didattico per gli alunni delle nostre scuole. Credo che siano queste le attività qualificanti, dove serve veramente competenza, in questo momento di emergenza e non certo il porta a porta.

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