Gio. Ott 29th, 2020

Umbertide cambia: “no al bilancio di previsione ci aspettavamo un chiaro segnale di cambiamento”

Guardare avanti, senza pregiudiziali. Umbertide cambia ha valutato i documenti di bilancio presentati dalla nuova amministrazione leghista in quest’ottica. Esprimendo però un parere negativo. “Capiamo le ragioni del Sindaco quando parla di un bilancio da risanare – afferma Gianni Codovini, capogruppo del movimento civico – perché è quello stesso bilancio che noi abbiamo contestato per cinque anni, contraddetti dall’assessore Tosti che ne apprezzava, allora, solidità e virtù. Ciò detto, perché la coerenza è sempre una buona premessa, pur condividendo alcuni aspetti della manovra abbiamo votato contro la proposta complessiva dell’Amministrazione per dei precisi motivi: attraverso l’addizionale IRPEF si fa una operazione di cassa che pesa soprattutto ed in maniera eccessiva sui redditi che vanno da 15.000 a 28.000, che contribuiranno per circa 790.000 euro su un totale di 1.500.00 complessivi, quindi per il 52%. Non c’è dunque equità né reale proporzionalità. Non c’è attenzione alle famiglie, ai commercianti, agli artigiani. Non siamo d’accordo sulla esternalizzazione delle procedure di accertamento dei tributi e vorremmo continuare ad affidarci ad un ufficio pubblico che ha dimostrato professionalità. Non ci sono investimenti. Non c’è chiarezza sulle politiche sociali. Nel complesso manca una analisi socio economica, ed un programma di interventi sistemico che sinceramente ci aspettavamo dal primo bilancio di previsione di una amministrazione eletta per il cambiamento. Ed invece – sottolinea Codovini – è purtroppo emersa la continuità, nei metodi, mancanza di confronto, nelle scelte, aumentare le imposte, negli attori, assessore al bilancio”. Umbertide cambia non si è limitata alla critica. “Cosa avremmo fatto noi. Avremmo impostato – spiega Codovni – un intervento sull’IRPEF molto più progressivo. Avremmo previsto no tax area per commercianti ed artigiani. Avremmo finalizzato le nuove entrate verso fondi per l’occupazione e lo sviluppo. Avremmo investito su IRBB e Multiservice. Avremmo immaginato lo sviluppo della città in un contesto territoriale più ampio nell’ambito del quale condividere servizi e politiche. Fondamentalmente avremmo cercato di dare al bilancio una visione politica di prospettiva che oggettivamente manca nella testa e nei documenti votati dalla maggioranza”.

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